c8.8.4 – La conservazione dei boschi a dominanza di farnia del Parco Lombardo della Valle del Ticino: prime indicazioni dopo tre anni dall’avvio della sperimentazione

Paci M* (1), Bianchi L (2), Caronni F (3), Giovannini G (4)

(1) DEISTAF Università di Firenze, professore ordinario; (2) borsista presso DEISTAF Università di Firenze; (3) Responsabile settore forestale del Parco Lombardo della Valle del Ticino; (4) DEISTAF Università di Firenze, ricercatore universitario
Collocazione: c8.8.4 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 8: “Ecosistemi forestali e Servizi ambientali: quale Selvicoltura?” *

Contatto: Marco Paci (marco.paci@unifi.it)

Abstract: Nei boschi dominati dalla farnia, presenti nel territorio del Parco Lombardo della Valle del Ticino, nell’ultimo decennio si assiste ad un progressivo e generalizzato stato di sofferenza (“deperimento”) della quercia. I fattori responsabili del fenomeno sono molteplici: il loro studio è stato al centro di un progetto (DEPFAR 1), finanziato dalla regione Lombardia e coordinato dal Parco Lombardo Valle del Ticino, che coinvolge Università ed Enti di Ricerca. Dal 2008 un gruppo di ricerca del DEISTAF dell’Università di Firenze collabora con il Parco Lombardo Valle del Ticino per l’individuazione di tecniche selvicolturali idonee alla conservazione dei boschi a dominanza di farnia, nell’ambito di un progetto di ricerca denominato DEPFAR 2. La prima fase dello studio ha richiesto un inquadramento tipologico e strutturale dei popolamenti, che ha messo in evidenza la “giovane” età dei popolamenti del territorio (la maggior parte dei quali ha origine a partire dal secondo dopoguerra). Il progressivo deperimento che sta interessando buona parte dei soprassuoli in questione ha evidenziato la necessità di avviare una sperimentazione finalizzata a individuare forme di trattamento idonee alla conservazione dei querceti. In seguito, sono state individuate due aree di indagine in popolamenti dominati dalla quercia in buone condizioni sanitarie, al fine di valutare se, almeno in assenza di stress ambientali, sia possibile prevedere il ricorso a tecniche selvicolturali che facciano affidamento sulla rinnovazione naturale da seme. In dette località sono stati messi a confronto quattro trattamenti in altrettante parcelle sperimentali: 1) taglio di sementazione di minore intensità (37,2% di area basimetrica asportata), 2) taglio di sementazione di maggiore intensità (47,5% di area basimetrica asportata), 3) apertura di una buca di 800 m2 seguita da rinnovazione artificiale, 4) controllo. All’interno delle aree si sono eseguiti rilievi di PAR al livello del suolo e si è monitorata la produzione della ghianda e della lettiera. Inoltre, al fine di seguire nel tempo l’evoluzione del processo di rinnovazione, all’interno di ciascuna parcella sono stati realizzati due transect lineari per lo studio del novellame (individui di specie legnose di altezza inferiore a 3 m). A tre anni di distanza dall’inizio della sperimentazione, i principali risultati si possono così riassumere: 1) nelle aree sottoposte a taglio di sementazione il processo di rinnovazione appare sensibilmente più accentuato rispetto alle aree testimoni; 2) l’accumulo di ramaglia al suolo sembra favorire il processo di rinnovazione, soprattutto perché consente una protezione nei confronti dei caprioli; 3) il ricorso alla rinnovazione artificiale protetta con shelter assicura risultati decisamente superiori in termini sia di sopravvivenza che di accrescimento delle piante in rinnovazione, fenomeno tanto più evidente nelle situazioni di eccessivo carico di caprioli. I tempi per monitorare i processi di rinnovazione naturale sono ben più lunghi di quelli trascorsi dall’inizio della sperimentazione. Si renderà perciò necessario proseguire i rilievi, in modo da avere ulteriori indicazioni sullo sviluppo del processo.

Parole chiave: Deperimento Della Farnia, Rinnovazione Naturale, Rinnovazione Artificiale, Selvicoltura

Citazione: Paci M , Bianchi L , Caronni F , Giovannini G (2011). La conservazione dei boschi a dominanza di farnia del Parco Lombardo della Valle del Ticino: prime indicazioni dopo tre anni dall’avvio della sperimentazione . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.8.4