c8.8.17 – Caratteristiche strutturali e auxometriche dei cedui di castagno nella pre-Sila di Catanzaro (Calabria)

Barreca L (1), Marziliano PA* (1), Menguzzato G (1), Pelle L (1), Scalise A (2), Scalise C (3), Scuderi A (1)

(1) Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari e Forestali (GESAF). Università Mediterranea di Reggio Calabria; (2) Centro Sperimentale Divulgativo. Agenzia Regionale per i Servizi e lo Sviluppo in Agricoltura. Cropani Marina (CZ); (3) Dottore in Scienza Forestali e Ambientali
Collocazione: c8.8.17 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 8: “Ecosistemi forestali e Servizi ambientali: quale Selvicoltura?” *

Contatto: Pasquale Antonio Marziliano (pasquale.marziliano@unirc.it)

Abstract: In Italia il castagno (Castanea sativa Mill.) è ancor oggi una delle specie più diffuse e copre una superficie di circa 780 mila ettari, l’8% di quella boscata (INFC, 2005). Mentre nel passato rivestiva una grande importanza per la produzione del frutto (era considerato l’albero del pane e la ricchezza di un Comune era giudicata sulla base del numero di piante da frutto presenti), oggi, in un contesto socio-economico completamente diverso, è apprezzato soprattutto per la qualità e la varietà degli assortimenti legnosi e per l’elevata produttività. Nel passato la possibilità di ottenere dai boschi di castagno una grande varietà di prodotti capaci di soddisfare le molteplici esigenze delle popolazioni rurali, ha favorito la sua diffusione a opera dell’uomo in sostituzione delle latifoglie decidue mesofile tipiche della zona fitoclimatica del Castanetum di Pavari o del cingolo Quercus-Tilia-Acer di Schmidt. Nel secondo dopoguerra, con il processo di industrializzazione del Paese si è assistito a un generalizzato abbandono colturale dei castagneti da frutto che, spesso fortemente danneggiati dal mal dell’inchiostro e dal cancro del castagno, sono stati convertiti a ceduo. In molti casi la cessazione delle cure colturali e gli interventi di conversione hanno favorito i processi di rinaturalizzazione testimoniati dalla ridiffusione delle latifoglie mesofile. La Calabria, con una superficie investita a castagno di quasi 70.000 ettari (il 7% dell’area classificata come bosco), per la maggior parte governati a ceduo (quasi l’80%), è una delle regioni maggiormente interessate da questa specie. I popolamenti, mediamente, sono costituiti da circa 2000 piante a ettaro, con un volume stimato di 130 m3 ha-1 e un incremento corrente di 6,2 m3 ha-1 anno-1 (IFNC, 2005; Ciancio et al., 2004; Arcidiaco et al., 2006). In questo studio, condotto in una delle zone più rappresentative di questa tipologia boschiva in Calabria (la Presila di Catanzaro), sono stati esaminati sia gli aspetti dendro-auxometrici sia gli aspetti quali-quantitativi della necromassa presente. A tal fine sono stati condotti rilievi di dettaglio in 15 aree di saggio, di ampiezza variabile tra 400 e 1600 m2, e di età tra 2 e 50 anni. Sulla base dei dati così acquisiti è stato elaborato un modello di stima dell’accrescimento del bosco utilizzabile, in fase di pianificazione e di gestione dei popolamenti di castagno, per la definizione di un modulo colturale aperto, adattabile alle mutevoli esigenze del mercato. Per quanto riguarda i valori dell’incremento medio e corrente riscontrati nei cedui di castagno analizzati, sono stati riscontrati valori massimi di 16 m3 ha-1 anno-1 all’età di 25 anni e di 21 m3 ha-1 a 15 anni, età cui corrisponde la culminazione dell’incremento corrente. La produzione, all’età di 50 anni, è di poco superiore a 600 m3 ha-1. I valori riscontrati nella Presila di Catanzaro risultano leggermente superiori a quelli indicati da Castellani (1963) per i cedui di castagno della Calabria, che presentano incrementi medi annui massimi di 14,5 m3 ha-1 a 21 anni. La necromassa è sempre presente all’interno dei cedui, con valori compresi tra 11,8 e 68,7 m3 ha-1. Per quanto riguarda i livelli di decomposizione, definiti attraverso le classi di Hunter, prevalgono le prime classi, con una tendenza ad aumentare con l’età del ceduo. I risultati ottenuti evidenziano come in quest’area della Calabria le condizioni edafiche e climatiche siano ottimali per il castagno, il quale è in grado di assicurare produzioni elevate con possibilità di scegliere fra moduli colturali differenziati in rapporto alle esigenze del mercato.

Parole chiave: Castagno, Necromassa, Modello Alsometrico, Calabria

Citazione: Barreca L , Marziliano PA , Menguzzato G , Pelle L , Scalise A , Scalise C , Scuderi A (2011). Caratteristiche strutturali e auxometriche dei cedui di castagno nella pre-Sila di Catanzaro (Calabria) . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.8.17