c8.8.14 – Indagine sulla rinnovazione naturale del larice in Alta Valle di Susa (Torino)

Allemano L (1), Caffo L (2), Dotta A (2), Minotta G* (1)

(1) Dip. AGROSELVITER Università di Torino, via Leonardo da Vinci 44, I 10095 Grugliasco (To); (2) Consorzio Forestale Alta Valle Susa, Via Pellousiere 6, I 10056 Oulx (To)
Collocazione: c8.8.14 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 8: “Ecosistemi forestali e Servizi ambientali: quale Selvicoltura?” *

Contatto: Gianfranco Minotta (gianfranco.minotta@unito.it)

Abstract: In lariceti adulti della Valle di Susa gestiti dal locale Consorzio Forestale sono stati analizzati un totale di 28 gap di origine artificiale realizzati a scopo colturale (21 gap) ovvero per il passaggio di elettrodotti o per piste da sci oggi ormai in disuso (7 gap). La dimensione delle aperture è risultata variabile dai 570 ai 9178 m2 circa. All’interno di ogni gap è stata predisposta una griglia di 2 m di lato ed all’interno di ogni quadrato è stata analizzata la rinnovazione naturale di larice presente, misurando i seguenti parametri: n. di semenzali, età ed altezza delle piante, condizioni vegetative con riferimento ai danni da ungulati selvatici. L’età delle giovani piante è stata stimata mediante la conta dei palchi e verificata, su un campione più ridotto, mediante il taglio del fusticino e la conta degli anelli in prossimità del colletto. Inoltre, in ogni quadrato della griglia sono stati rilevati i seguenti parametri stazionali: quota, pendenza, percentuale di suolo coperto da vegetazione erbacea od arbustiva, percentuale di suolo nudo, micro-topografia (condizioni di dosso, di avvallamento o di versante) ore di insolazione diretta nei diversi mesi della stagione vegetativa. Quest’ultimo parametro è stato stimato mediante l’impiego dell’orizzontoscopio, da alcuni anni normalmente utilizzato dai tecnici del Consorzio Forestale per regolare la dimensione e l’orientamento delle buche aperte con finalità colturali nei lariceti adulti. In totale sono state misurate 244 aree di saggio di 4 m² ciascuna. Per ogni quadrato della griglia è stato quindi calcolato l’Indice di Rinnovazione (I.R.) secondo Magini (1967) ed il n. di semenzali per m2. Questi due valori sono stati correlati ai parametri stazionali misurati utilizzando le tecniche statistiche multivariate dell’analisi della regressione multipla stepwise, dell’analisi discriminante e della correlazione canonica. Per valutare i rapporti tra detti indici e i valori di insolazione sono state eseguite anche l’analisi della correlazione non parametrica (τ di Kendall) ed il confronto tra medie secondo metodi non parametrici (test di Kruskal Wallis). Le analisi statistiche sono state condotte con il software SPSS 17.0 e con il software X STAT (analisi della correlazione canonica) Le analisi effettuate evidenziano che il n. di semenzali di larice m-2 risulta positivamente correlato alla presenza di suolo libero da vegetazione erbacea ed arbustiva. Anche l’I.R. risulta legato principalmente all’assenza di competizione da parte della vegetazione erbacea ed arbustiva. L’analisi discriminante e la correlazione non parametrica indicano anche un effetto positivo del clima radiativo sia sul n. di semenzali m-2, sia sull’I.R. Inoltre, l’altezza dei semenzali è apparsa fortemente legata al n. di ore di insolazione diretta. In particolare, tale altezza è risultata nettamente più elevata nelle situazioni ove si è osservato un numero medio di ore di insolazione durante il mese di giugno superiore ad 8. Il rapporto tra l’altezza e l’età delle piante ha evidenziato un andamento di tipo tendenzialmente esponenziale e cioè caratterizzato da modesti accrescimenti nei primi anni dopo la germinazione, seguiti da una crescita molto più veloce negli anni successivi. Ciò a conferma di osservazioni precedentemente condotte in bosco dai tecnici forestali locali. Pertanto, i risultati ottenuti suggeriscono che la quantità di luce diretta è importante soprattutto per lo sviluppo in altezza delle plantule, mentre la germinazione del seme appare favorita maggiormente dalla presenza di suolo minerale. Nell’ambito di modelli selvicolturali sostenibili, per favorire la rinnovazione naturale del larice viene quindi confermata l’opportunità di abbinare all’apertura di buche realizzate preferibilmente con l’ausilio dell’orizzontoscopio calcolando almeno 7-8 ore di luce diretta al suolo, una lavorazione superficiale del terreno all’interno della buca stessa. In caso di buche piccole in cui la presenza di suolo minerale garantisce la presenza di semenzali, ma la mancanza di un sufficiente numero di ore di luce ne ostacola un ottimale sviluppo o ne determina la scomparsa, è ipotizzabile un successivo intervento selvicolturale volto ad ampliare l’apertura favorendo lo sviluppo della rinnovazione in via di affermazione. Inoltre, le prove attuate costituiscono una base esplorativa sulla quale possono essere progettate ulteriori attività sperimentali mirate ad approfondire ed a meglio definire le tendenze emerse nella presente indagine, con particolare riferimento all’interazione tra la disponibilità di suolo minerale (lavorazioni superficiali) ed il clima radiativo (n. di ore di insolazione).

Parole chiave: Larix Decidua, Rinnovazione Naturale, Gap, Alta Valle Di Susa

Citazione: Allemano L , Caffo L , Dotta A , Minotta G (2011). Indagine sulla rinnovazione naturale del larice in Alta Valle di Susa (Torino) . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.8.14