c8.4.1 – La gestione delle abetine della Foresta di Vallombrosa: ipotesi per l’aumento della complessità e biodiversità

Bottalico F* (1), Ciancio O (2), Fiorentini S (1), Lisa C (1), Nocentini S (1), Puletti N (1), Travaglini D (1)

(1) DEISTAF – Università degli studi di Firenze. Via San Bonaventura 13, 50145 Firenze; (2) Accademia Italiana di Scienze Forestali. Piazza Edison 11, 50133 Firenze
Collocazione: c8.4.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Pianificazione e Produttività Forestale” *

Contatto: Francesca Bottalico (francesca.bottalico@unifi.it)

Abstract: A Vallombrosa la coltivazione dell’abete risale al 1350 ad opera dei monaci Benedettini Vallombrosani. Oggi le abetine coprono una superficie di circa 690 ha, pari al 53,9 % dell’intera Foresta. Fino al 1970 il trattamento prevedeva il taglio raso e la rinnovazione artificiale posticipata con turno di 100 anni. Tra il 1970 e i primi anni del 2000 la Foresta ha vissuto una stasi gestionale durata oltre 30 anni, fino all’approvazione del Piano di Gestione e Silvomuseo 2006-2025. In questo contributo si analizzano la stabilità e le dinamiche evolutive delle abetine che hanno superato il turno consuetudinario al fine di fornire elementi utili per modulare gli interventi colturali che, secondo le indicazioni del nuovo Piano di gestione, mirano ad aumentarne gradualmente la biodiversità e la complessità. Per caratterizzare lo stato attuale dei vari popolamenti sono stati utilizzati i dati dendrometrici raccolti in circa 40 aree di saggio circolari di 20 m di raggio. I dati sono stati elaborati per calcolare la densità e il volume delle abetine, verificare il grado di mescolanza con altre specie e la frequenza di alberi di grandi dimensioni. Inoltre, è stata esaminata la dinamica dei gaps che si sono creati naturalmente nelle abetine. I gap sono stati individuati tramite fotointerpretazione di immagini aeree acquisite in periodi differenti (1983, 1997, 2007). Attraverso questa indagine diacronica è stato possibile verificare l’evoluzione nel tempo delle aperture e quantificare la dimensione prevalente dei gaps. I risultati ottenuti evidenziano che le abetine di età avanzata rivestono un’importante funzione paesaggistica e naturalistica per la presenza di piante di notevoli dimensioni e nello stesso tempo mostrano una tendenza evolutiva verso soprassuoli misti e pluristratificati. I gaps tendono a formarsi soprattutto nei soprassuoli di età relativamente elevata e nella maggior parte dei casi hanno dimensioni ridotte (< 200 m2). Tali risultati sono in linea con gli innovativi criteri di gestione del Piano del 2006 che nelle abetine di età superiore a 70 anni prevede il taglio a scelta a piccolissimi gruppi con l’obiettivo di favorirne la diversificazione strutturale e compositiva.

Parole chiave: Abete Bianco, Foresta di Vallombrosa, Età, Turno

Citazione: Bottalico F , Ciancio O , Fiorentini S , Lisa C , Nocentini S , Puletti N , Travaglini D (2011). La gestione delle abetine della Foresta di Vallombrosa: ipotesi per l’aumento della complessità e biodiversità . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.4.1