c8.2.9 – Il paesaggio rurale negli strumenti di pianificazione territoriale della Regione Toscana

Marinai V*

D.A.F.N.E., Facoltà di Agraria, Università degli Studi della Tuscia, Viterbo
Collocazione: c8.2.9 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Gestione e Conservazione del Paesaggio rurale” *

Contatto: Valentina Marinai (landscape@unifi.it)

Abstract: (Valentina Marinai – D.A.F.N.E., Facoltà di Agraria, Università degli Studi della Tuscia, Viterbo) Una delle problematiche più attuali e non risolta del governo del territorio è rappresentata dai rapporti fra pianificazione territoriale e programmazione dello sviluppo rurale. Con il passaggio da una pianificazione urbanistica, incentrata sui soli aspetti insediativi, alla pianificazione ecologica, sviluppata dalla scuola americana di McHarg negli anni ’70, è iniziato un primo avvicinamento al problema di incorporare il territorio aperto, nella sua declinazione ambientale, all’interno degli strumenti di pianificazione. Ciò ha favorito una evoluzione che ha visto il concetto di ecosistema guadagnare sempre più spazio all’interno dei processi pianificatori, in omaggio ad una visione tesa soprattutto a rendere compatibile la conservazione delle risorse ambientali con il modello di sviluppo, considerando l’uomo soprattutto come un fattore di disturbo dell’ecosistema. In questa visione, influenzata dalle correnti di pensiero originatesi in nord America ed in nord Europa negli ultimi decenni, è rimasta sostanzialmente esclusa la tematica legata ai processi coinvolti nelle dinamiche evolutive del territorio rurale e alle determinanti storiche alla base della costruzione del paesaggio. Il governo del territorio rurale, è stato invece lasciato sostanzialmente in mano alle politiche agricole le cui azioni non sono state messe a punto con la visione tipica degli strumenti di pianificazione territoriale, ma piuttosto con quelli della pianificazione economica, secondo il modello del sostegno pubblico al settore agricolo previsto dalle Politiche Agricole Comunitarie, con finalità essenzialmente produttive. Tutto ciò si è risolto in una sovrapposizione di iniziative legate ai due livelli di pianificazione, i quali procedono su strade spesso divergenti o conflittuali, in relazione alla conservazione del paesaggio, problema che si sta amplificando in relazione alla realizzazione dei piani paesistici in ossequio al Codice dei Beni Culturali. La situazione nel corso dell’ultimo decennio ha portato a strategie sostanzialmente non adeguate alla conservazione e valorizzazione dei caratteri identitari del paesaggio, con frequenti sovrapposizioni fra il concetto di paesaggio e quello di ambiente e territorio, banalizzando la diversità e l’unicità del paesaggio rurale italiano. Un aspetto preoccupante è che la pianificazione territoriale non si interfaccia con il settore agricolo, portando a problematiche con ricadute molteplici dal punto di vista politico e gestionale. Appare quindi necessario valutare la congruità degli strumenti di pianificazione con le caratteristiche del mondo rurale per poi mettere a punto un diverso modello di integrazione. Lo studio si è concentrato sull’analisi critica della pianificazione a livello regionale, in particolare di un campione delle schede degli ambiti paesaggistici contenute nel Piano di Indirizzo Territoriale (PIT), le cui indicazioni sono state confrontate con i dati ottenuti da analisi multitemporali svolte in aree di studio ricadenti all’interno degli ambiti paesaggistici considerati. L’analisi ha evidenziato che la pianificazione attribuisce una rilevanza maggiore agli aspetti naturalistici ed estetico percettivi e una certa difficoltà a riconoscere il valore storico culturale degli elementi che compongono il paesaggio. In particolare per il paesaggio forestale è stata quasi sempre messa in rilievo l’importanza attribuita agli aspetti naturalistici, mentre viene raramente presa in considerazione la sua origine antropica e i valori storico-culturali ad esso associati, che si riflettono anche in importanti aspetti legati alle caratteristiche della biodiversità e alla valutazione delle dinamiche paesaggistiche. Le osservazioni emerse durante l’analisi della pianificazione territoriale della Regione Toscana, con particolare attenzione per gli aspetti forestali, saranno descritte attraverso la presentazione dei casi di studio analizzati.

Parole chiave: Paesaggio Rurale, Sviluppo Rurale, Pianificazione Territoriale, Toscana

Citazione: Marinai V (2011). Il paesaggio rurale negli strumenti di pianificazione territoriale della Regione Toscana . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.2.9