c8.12.13 – Istituzione di una riserva biogenetica di pino silvestre sulle colline astigiane

Belletti P* (1), Ferrazzini D (2), Nosenzo A (3), Meloni F (4)

(1) Università di Torino – DIVAPRA Genetica Agraria – piero.belletti@unito.it; (2) Università di Torino – DIVAPRA Genetica Agraria – diana.ferrazzini@unito.it; (3) Università di Torino – AGROSELVITER – antonio.nosenzo@unito.it; (4) Università di Torino – AGROSELVITER – fabio.meloni@unito.it
Collocazione: c8.12.13 – Tipo Comunicazione: Poster
8° Congresso SISEF *
Sessione 12: “Poster” *

Contatto: Piero Belletti (piero.belletti@unito.it)

Abstract: Il pino silvestre è una specie diffusa in tutta Europa e riveste una grande importanza sia dal punto di vista economico, sia da quello ecologico. È infatti una specie pioniera, in grado di colonizzare aree restate prive di copertura forestale, mentre il suo apparato radicale conferisce stabilità ai versanti. Nel nostro Paese si trova soprattutto lungo la dorsale alpina, con presenze sporadiche anche sull’Appennino emiliano, nella pianura padana (valle del Ticino) e sui rilievi collinari interni del Piemonte. In queste ultime aree, con la parziale eccezione della parte più alta delle Langhe, la diffusione della specie è in costante contrazione, soprattutto a causa delle mutate modalità di utilizzazione del territorio. In particolare, l’abbandono delle aree boschive ha creato condizioni sfavorevoli al pino silvestre, il quale non riesce a superare la competizione con specie più adattabili e vigorose nella fase giovanile. Ne deriva una mancata rinnovazione del pino, con conseguente impossibilità di rimpiazzare le piante che, per i più svariati motivi, vengono eliminate. Nel corso di una ricerca sugli aspetti genetici del pino silvestre in Piemonte, il DIVAPRA Genetica Agraria ha evidenziato come le popolazioni collinari presentino caratteristiche genetiche diverse da quelle tipiche di ambienti alpini; non solo, il popolamento presente a Passerano Marmorito (provincia di Asti) ha evidenziato aspetti del tutto peculiari, che lo rendono unico nel panorama regionale. Appare quindi evidente l’importanza di tale popolamento, che rappresenta una riserva di biodiversità spontanea che non dovrebbe assolutamente andare perduta. In questa sede si ipotizzano alcuni interventi in grado di impedire una ulteriore perdita di individui e, se possibile, di migliorare le caratteristiche del popolamento stesso, valorizzandone in particolare la funzione di riserva bio-genetica. La proposta operativa Il progetto si articola in tre fasi, che dovrebbero essere realizzate in successione. Il principale obiettivo della prima fase è quello di arrestare la scomparsa degli esemplari attualmente presenti, cercando anche di migliorarne le condizioni di crescita. Nel frattempo si può realizzare un inventario degli individui presenti nel popolamento, rilevando le loro caratteristiche fenotipiche. Infine è ipotizzabile dare l’avvio ad una piccola filiera vivaistica, che potrebbe, in tempi ragionevolmente brevi, produrre materiale propagativo da utilizzare per integrare gli effettivi presenti nel bosco. La seconda fase prevede la redazione di un piano dettagliato e pluriennale per la salvaguardia e la valorizzazione del pino silvestre di Passerano Marmorito, anche mediante la realizzazione di una cartografia accurata e la messa a dimora del postime di cui alla prima fase e il controllo delle successive fasi di accrescimento Infine, con la terza fase ci si propone di approfondire le analisi genetiche, al fine di definire meglio le caratteristiche genotipiche degli individui che costituiscono il popolamento, nonché realizzare materiale informativo finalizzato alla valorizzazione dell’area e un percorso autoguidato (dotato di sentieristica e tabelloni esplicativi), che consenta di visitare l’area senza danneggiarne le componenti ecologiche. Nel contempo sarà possibile organizzare di una filiera vivaistica, in grado di garantire la regolare produzione di materiale propagativo da utilizzare in ripristini ambientali in aree con caratteristiche simili. L’obiettivo finale del progetto è pertanto quello di trasformare l’area in cui cresce il popolamento oggetto di studio in riserva bio-genetica, finalizzata alla salvaguardia delle risorse genetiche del pino silvestre.

Parole chiave: Biodiversità, Pino Silvestre, Riserva Biogenetica, Popolazioni Relitte

Citazione: Belletti P , Ferrazzini D , Nosenzo A , Meloni F (2011). Istituzione di una riserva biogenetica di pino silvestre sulle colline astigiane . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.12.13