c8.11.15 – La pianificazione forestale colturale come strumento per la mitigazione degli effetti della desertificazione: un caso di studio nella Sardegna centrale (Grighine, OR)

Casula A*, Caddeo C, D’angelo M

Collocazione: c8.11.15 – Tipo Comunicazione: Poster
8° Congresso SISEF *
Sessione 11: “Poster” *

Contatto: Antonio Casula (acasula66@gmail.com)

Abstract: La comunità internazionale sin dagli anni ’70 ha riconosciuto la desertificazione come una delle principali criticità ambientali. Con il termine di desertificazione si individuano tutti i fenomeni di “… degradazione delle terre in aree aride, semi-aride e secche sub-umide dovuta a vari fattori, inclusi i cambiamenti climatici e le attività umane”. Secondo tale definizione, la desertificazione è un problema che investe anche la regione mediterranea europea, per le particolari condizioni di fragilità: clima a carattere semi-arido, suoli poveri con marcata tendenza all’erosione, presenza di fenomeni perturbativi con distruzione della copertura forestale, accentuate condizioni di crisi della agricoltura tradizionale con conseguente abbandono del territorio, eccessiva concentrazione delle attività economiche nelle zone costiere come conseguenza dell’urbanizzazione, dell’aumento delle attività industriali, del turismo e dell’agricoltura intensiva irrigua. L’Italia nel ratificare la convenzione, già nelle Linee guida del Piano di Azione Nazionale ha riconosciuto in modo inequivocabile un ruolo fondamentale al settore forestale nella lotta e mitigazione dei fenomeni di desertificazione, identificando nella conservazione e protezione del patrimonio forestale esistente e nel recupero delle aree più degradate le scelte gestionali più coerenti. Il mantenimento delle coperture forestali in buono stato funzionale rappresenta quindi il vero obiettivo da perseguire con la gestione per prevenire o mitigare i fenomeni di desertificazione, soprattutto in ambito mediterraneo, dove sono presenti diffusi fenomeni di deperimento dei sistemi forestali dovuti in gran parte a cause di origine antropica. Con riferimento alla realtà della regione Sardegna, la letteratura di settore documenta in maniera inequivocabile i fenomeni di degrado a carico delle coperture forestali dovuti all’espansione delle attività pastorali, agli incendi boschivi, all’abbandono colturale di formazioni forestali di origine artificiale. Il lavoro presentato si inserisce nel delicato contesto di mitigazione del rischio di desertificazione; lo studio è stato condotto su un’area rappresentativa delle problematiche di degrado delle terre ed interessata negli ultimi decenni da gravi fenomeni di perturbazione a carico delle coperture forestali. L’area è localizzata nel Massiccio del Grighine (Sardegna Centro-occidentale), e attorno agli anni ’70 fu intensivamente interessata da attività di forestazione produttiva mediante impianti di Pinus radiata su circa 2700 ha, quasi completamente distrutti da un grave incendio del 1983. Dalla metà degli anni ’80 l’area è stata interessata da interventi di rimboschimento improntati prioritariamente alla difesa del suolo, attuati direttamente dall’Amministrazione Forestale Regionale o dai Comuni proprietari dei terreni e perseguiti con maggiore energia dopo un altro fenomeno distruttivo verificatosi nell’estate del 1999. Il presente lavoro documenta le azioni di ripristino e recupero della funzionalità protettiva dei sistemi forestali intraprese nel Complesso del Grighine e propone gli indirizzi gestionali più coerenti per assicurarne l’efficacia nel medio periodo attraverso una gestione pianificata.

Parole chiave: Gestione Forestale, Desertificazione, Difesa Del Suolo, Rimboschimenti, Restauro Ecologico

Citazione: Casula A, Caddeo C, D’angelo M (2011). La pianificazione forestale colturale come strumento per la mitigazione degli effetti della desertificazione: un caso di studio nella Sardegna centrale (Grighine, OR) . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.11.15