c8.11.13 – Un laboratorio naturale permanente nel Parco Nazionale del Pollino

Gargano D, Guarino N, Pierangeli D, Ripullone F, Todaro L, De Vivo G, Schettino A, Borghetti M

Collocazione: c8.11.13 – Tipo Comunicazione: Poster
8° Congresso SISEF *
Sessione 11: “Poster” *

Contatto: Domenico Gargano (gargano@unical.it)

Abstract: Il Massiccio del Pollino ospita svariati ecosistemi montani ed oromediterranei vulnerabili ai cambiamenti climatici, per questo motivo si è ritenuto opportuno avviare un progetto di studio di tipo ecosistemico/funzionale che indaga i rapporti fra clima e risposta biologica, ricorrendo anche al monitoraggio dei processi dinamici, a scala di popolazione/comunità/ecosistema, in aree permanenti. L’obbiettivo generale è di dar vita ad una ricerca di lungo periodo ispirata ai concetti della rete LTER (Long-term Ecological Researc), che fornisca all’Ente Parco le opportune conoscenze per una gestione corretta ispirata ai criteri di sostenibilità. La presente ricerca riguarda sia le formazioni prative di alta quota che gli ecosistemi forestali, in particolare i boschi di faggio a partecipazione di abete. Relativamente a questi boschi, al fine di fornire dati quantitativi in merito alla rinnovazione e all’affermazione dell’abete bianco, che sul Pollino come altrove mostra carattere relittuale, è stata prescelta come area di studio la località Cugno d’Acero, dove sono presenti i nuclei più importanti. In quest’area è stato avviato un approccio integrato di due differenti linee di ricerca: a) “Ecologia fisiologica della rinnovazione naturale” e b) “Selvicoltura e gestione”. Per quanto riguarda il sub-tema a), lungo transetti in tre differenti aree di saggio, si stanno effettuando misurazioni della disponibilità luminosa ed idrica, le cui variazioni potranno essere valutate sia nel tempo che nello spazio, in relazione ai valori di efficienza di uso dell’acqua e alla composizione iosotipica di tessuti legnosi cronodatati, prelevati da individui di abete bianco di età diversa. Per quanto riguarda il sub-tema “Selvicoltura e gestione”, si tenterà di ricostruire il bosco nel tempo, sia per quanto riguarda i fenomeni di dinamismo che i rapporti di dominanza fra le diverse specie, attraverso approcci di tipo dendro-auxometrico ed indagini di tipo archivistico. Verranno, inoltre avviati interventi selvicolturali in aree dimostrative al fine di evidenziare le relazioni fra diversi gradi di copertura e struttura del soprassuolo e andamento della rinnovazione naturale. Relativamente all’altro tema della ricerca “dinamismo vegetazionale in formazioni prative di alta quota”, sono state individuate tre aree di studio permanenti rispettivamente alle quote 1400, 1600, 1940 m sl.m. In ognuna di esse si effettueranno, delle manipolazioni sperimentali (sfalcio/no sfalcio; nitrificazione/no nitrificazione; pascolo/no pascolo) e verranno introdotte delle open top chambers che indurranno localmente effetti simili a quelli del global warming. Lo scopo di tale ricerca è quello di mettere a punto dei modelli predittivi che permettano di quantificare i tassi dinamici in formazioni prative, in relazione alle tipologie vegetazionali, ai modelli gestionali e ai cambiamenti climatici.

Parole chiave: Ecologia fisiologica, Ecosistemi montani, Gestione sostenibile, Parco Nazionale del Pollino, Riscaldamento globale, Selvicoltura

Citazione: Gargano D, Guarino N, Pierangeli D, Ripullone F, Todaro L, De Vivo G, Schettino A, Borghetti M (2011). Un laboratorio naturale permanente nel Parco Nazionale del Pollino . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.11.13