c8.1.4 – Suoli e colate rapide in ecosistemi forestali italiani: la necessità di un approccio integrato

Terribile F* (1), Basile A (2), De Mascellis R (2), Iamarino M (1), Scarciglia F (3), Vingiani S (1)

(1) DISSPAPA, Università di Napoli Federico II, Portici (NA); (2) CNR-ISAFOM, Ercolano (NA); (3) Dipartimento di Scienze della Terra, Università della Calabria, Cosenza.
Collocazione: c8.1.4 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Alberature, Foreste e Protezione del Territorio (in collaborazione con SIA e SIPe)” *

Contatto: Fabio Terribile (fabio.terribile@unina.it)

Abstract: Le colate rapide di fango sono le principali frane catastrofiche che si verificano in Italia, specialmente in riferimento alle vittime ed ai danni. Molte di queste frane si innescano su suoli di ecosistemi forestali ad alta produttività primaria. In questo lavoro si riportano i risultati di un’analisi integrata pedologica e idrologica effettuata in questi ecosistemi forestali in Calabria, Campania, Toscana, Lombardia sulle nicchie di distacco di alcune delle colate rapide di fango a carattere catastrofico avvenute in Italia negli ultimi decenni tra cui Platì, 1951; Salerno 1954; Versilia 1996, Sarno e Quindici, 1998; Albaredo 2000 e 2002. I risultati dei casi studio sembrano dimostrare un’evidente associazione tra le colate rapide di fango e la presenza di suoli con caratteristiche andiche (suoli con elevate quantità di minerali argillosi a basso ordine cristallino) sia nelle nicchie di distacco – dove avviene l’innesco – che sui versanti – dove avviene la propagazione. Questi suoli sono caratterizzati da specifiche proprietà tra cui una densità apparente molto bassa, un elevato contenuto in carbonio organico, elevatissima capacità di ritenzione idrica e tixotropia. Tutto ciò determina una grande fertilità fisica, chimica e biologica di questi suoli ma anche una grande fragilità e suscettibilità a fenomeni di degrado ambientale. Per alcune di queste frane è stata inoltre rilevata l’associazione tra la viabilità forestale, con la conseguente discontinuità della coltre pedologica, e l’innesco delle colate rapide. Sulla base di queste evidenze, in un caso di studio in Campania, è stata effettuata una simulazione modellistica del bilancio idrico del sistema suolo-pianta-atmosfera in presenza ed in assenza di discontinuità della coltre pedologica al fine di mostrare l’importanza di una attenta gestione della viabilità forestale in presenza di suoli con caratteristiche andiche. In conclusione si rileva come un’efficiente gestione del rischio delle colate rapide di fango in Italia richieda un’importante cambio di paradigma e di visione. Da un lato è necessario associare ai classici approcci ingegneristici (geotecnica, idraulica) e geologici (idrogeologia, geologia applicata, geomorfologia) anche un’analisi integrata del sistema suolo-foresta, che è molto spesso – è bene evidenziarlo – il principale corpo di frana delle colate rapide di fango! Dall’altro recepire queste sfide richiede una cambio di prospettiva (e di formazione) sia per la pedologia che per la selvicoltura. E’ necessario passare da approcci descrittivi, qualitativi e statici ad approcci funzionali, quantitativi e dinamici; è necessario oltrepassare le certezze offerte dalla propria disciplina per approdare alle incognite di una ricerca “problem oriented”, spesso interdisciplinare, ma forse più utile alla società.

Citazione: Terribile F , Basile A , De Mascellis R , Iamarino M , Scarciglia F , Vingiani S (2011). Suoli e colate rapide in ecosistemi forestali italiani: la necessità di un approccio integrato . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.1.4