c8.1.1 – Valutazione integrata di buone pratiche agroforestali per la lotta alla desertificazione in Calabria e Sicilia

Roggero PP* (1-2), Iovino F (3), La Mantia T (4), Seddaiu G (1-2), Solinas S (2)

(1) Dipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica Vegetale Agraria, Università degli Studi di Sassari; (2) Nucleo Ricerca Desertificazione, Università degli Studi di Sassari; (3) Dipartimento di Difesa del Suolo, Università della Calabria; (4) Dipartimento di Colture Arboree, Università degli Studi di Palermo
Collocazione: c8.1.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Alberature, Foreste e Protezione del Territorio (in collaborazione con SIA e SIPe)” *

Contatto: Pier Paolo Roggero (pproggero@uniss.it)

Abstract: La letteratura scientifica mette in evidenza che attualmente l’attenzione degli esperti è volta ad interrogarsi sulla natura complessa dei processi di desertificazione e sulla necessità di sviluppare nuovi framework concettuali per affrontare il problema in maniera efficiente ed efficace. La desertificazione emerge da complesse interazioni tra processi diversi tra loro per natura e scala spazio – temporale, che interessano aspetti bio-fisici, sociali ed economici, le cui dinamiche sono incerte e non lineari. Le quesioni associate all desertificazione assumono pertanto contorni sfumati e fortemente legati ai contesti locali, che ostacolano l’impiego di strumenti di valutazione dell’efficacia, efficienza ed effettività delle pratiche di mitigazione e adattamento. In questo lavoro proponiamo una riflessione sui risultati conseguiti dalla valutazione di due casi esemplari di riferimento di “buone pratiche” di lotta alal desertificazione nel meridione d’Italia utilizzando un framework concettuale di riferimento sviluppato nell’ambito del progetto europeo SLIM (http//slim.open.ac.uk). Il lavoro è partito dalla consultazione di esperti nelle cinque regioni italiane a rischio desertificazione (Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia) che ha permesso di individuare una serie di casi “di successo” che potessero essere considerati come esemplari di buona pratica. Per ciascun caso è stata quindi ricostruita, attraverso metodi partecipativi, la storia della situazione, l’analisi dei portatori di interesse e dei conflitti di interesse in gioco, l’analisi della percezione dei fattori ecologici limitanti, del contesto delle politiche e delle istituzioni e degli spazi anche informali di facilitazione dell’apprendimento sociale, seguendo il framework SLIM. L’ipotesi era fondata sul fatto che le “buone pratiche”, intese come azioni concertate per affrontare complesse questioni agro-ambientali di difficile gestione quali la lotta alla desertificazione, emergessero da processi di apprendimento tra stakeholder tra loro interdipendenti sviluppatisi attraverso la facilitazione del dialogo e la concomitanza di un supporto istituzionale e delle politiche effettivi ed efficaci.. L’applicazione del framework ha riguardato l’attuazione di interventi di forestazione in zone soggette ad erosione nel bacino del fiume Arente (Calabria) e il restauro ecologico nelle aree degradate di Macalube d’Aragona (Sicilia). L’aspetto innovativo del lavoro è dato dal fatto che il framework ha permesso di interpretare i driver dei cambiamenti “desiderabili” in situazioni complesse molto diverse tra loro, nelle quali le questioni in gioco emergevano da un mix di aspetti di tecnica agronomica e forestale con aspetti di contesto rivelatisi sempre cruciali per il conseguimento di efficacia, efficienza ed effettività degli interventi. Il lavoro discute le implicazioni per la ricerca integrata in campo agronomico e forestale sulla lotta alla desertificazione.

Citazione: Roggero PP , Iovino F , La Mantia T , Seddaiu G , Solinas S (2011). Valutazione integrata di buone pratiche agroforestali per la lotta alla desertificazione in Calabria e Sicilia . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.1.1