c7.4.3 – Proposta di un silvomuseo nelle pinete storiche di Ravenna

Andreatta G*

Corpo Forestale dello Stato – Comando provinciale di Ravenna. Viale S.Baldini, 17 – 48100 Ravenna
Collocazione: c7.4.3 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Gestione sostenibile del paesaggio forestale” *

Contatto: Gianpiero Andreatta (g.andreatta@corpoforestale.it)

Abstract: Le pinete storiche del comune di Ravenna – i cui lembi residui sono rappresentati all’attualità dalla Pineta di San Vitale e dalla Pineta di Classe – rappresentano formazioni forestali di elevato interesse naturalistico-ambientale, paesaggistico, culturale e storico. Nel corso del ventesimo secolo – ed in particolare nel periodo del secondo dopoguerra – sono intervenuti, a seguito delle mutate condizioni economico-sociali, importanti cambiamenti i quali hanno portato come conseguenza sostanziali trasformazioni; infatti si è passati da una pineta pura di origine artificiale (la specie risulta introdotta) di pino domestico (Pinus pinea L.) ad un bosco misto con presenza di latifoglie spontanee tipiche delle foreste planiziarie dell’Alto Adriatico: ciò è avvenuto in gran parte in conseguenza della cessazione delle forme tradizionali di utilizzazione della pineta le cui funzioni erano prevalentemente produttive (pinoli, materiale legnoso, pascolo) oltre che di protezione ed in minima parte anche in conseguenza delle problematiche legate alla subsidenza la quale ha visto ampliarsi le zone sommerse o di difficile affermazione del soprassuolo forestale. La gestione selvicolturale attuale risulta essere impostata su criteri che assecondano le tendenze evolutive naturali ed i processi di successione secondaria che portano le formazioni a pineta a trasformarsi in popolamenti misti con essenze forestali tipiche della Pianura Padana e con una sempre più sporadica presenza delle conifere. Per mantenere un legame selvicolturale ed in particolar modo culturale con i secoli trascorsi, si propone la possibilità di realizzare un silvomuseo, ovvero pineta a pino domestico, quale testimonianza della passata realtà forestale. Sono essenzialmente due le possibilità attraverso le quali si può ipotizzare di attuare l’intervento: nel breve periodo recuperare quelle porzioni di bosco le quali hanno mantenuto una componente di struttura verticale ed orizzontale ed una composizione specifica (piano dominante a pino domestico) quanto più possibile prossima alla componente originaria; nel medio e lungo periodo prevedere, su una superficie considerata minima di venti ettari circa, una compresa suddivisa in particelle di pressoché uguale superficie dove attuare una gestione selvicolturale (trattamento a taglio raso con rinnovazione artificiale posticipata) che sia in grado di mantenere nel tempo la formazione pura di pino domestico. Adeguati interventi sono da prevedersi anche e soprattutto per non agevolare l’affermarsi di un sottobosco arbustivo o composto da rinnovazione di altre essenze forestali. L’intervento selvicolturale, ovvero la realizzazione di un silvomuseo, accompagnata da una adeguata azione di informazione scientifico-tecnica, consentirebbe di mantener viva una realtà forestale – ma nel contempo territoriale e culturale – cha ha caratterizzato per secoli le zone del ravennate.

Citazione: Andreatta G (2009). Proposta di un silvomuseo nelle pinete storiche di Ravenna . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.4.3