c7.3.6 – La matricinatura nei cedui di castagno: retaggio culturale o esigenza colturale?

Manetti MC* (1), Amorini E (1), Becagli C (1-2)

(1) C.R.A. Centro di ricerca per la Selvicoltura, Arezzo; (2) Dipartimento Scienze dell’Ambiente Forestale e delle sue Risorse (DISAFRI), Università della Tuscia
Collocazione: c7.3.6 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Selvicoltura in trasformazione” *

Contatto: Maria Chiara Manetti (mariachiara.manetti@entecra.it)

Abstract: Questo contributo si pone l’obiettivo di valutare in chiave bioecologica e funzionale la necessità della matricinatura nei cedui di castagno. Oltre a una disamina della legislazione italiana ed europea in merito, viene analizzata la definizione tecnica del termine alla luce delle funzioni richieste a questa componente strutturale del bosco ceduo per valutare se tali finalità siano tecnicamente necessarie e realmente assolte. In questo contesto si riportano i risultati di una sperimentazione finalizzata a valutare le caratteristiche dei polloni, la produttività del soprassuolo e la dinamica della copertura in cedui caratterizzati dalla presenza o assenza di matricine. Nel 2001, nel corso di un taglio di utilizzazione realizzato dalla C.M. del Monte Amiata in un ceduo matricinato di 30 anni, furono istituite due aree di ricerca di 2500 m² ciascuna; in una si è proceduto al completo abbattimento del soprassuolo (ceduo semplice), nell’altra al rilascio, come previsto normalmente nelle ceduazioni effettuate, di 100 matricine ad ettaro (ceduo matricinato). Subito dopo il taglio sono state qualificate le matricine rilasciate mentre i rilievi sulla capacità di ricaccio, le modalità di accrescimento e la vitalità delle ceppaie sono stati effettuati nel marzo del 2004, a 2 anni di età, e ripetuti nel maggio del 2008 a 6 anni dal taglio raso. I primi risultati hanno evidenziato differenze anche statisticamente significative tra le due tesi. La presenza di matricine, probabilmente anche in funzione del numero elevato, ha di fatto condizionato negativamente la vitalità e l’accrescimento delle ceppaie. Il ceduo semplice ha fatto registrare una mortalità dei polloni più contenuta, un maggior ritmo di accrescimento diametrico ma soprattutto un più rilevante grado di copertura del terreno; al contrario l’accrescimento longitudinale è risultato significativamente inferiore. Questi risultati, anche se circoscritti a un terzo della durata del turno consuetudinario e ad un solo sito, suggeriscono interessanti considerazioni che dovrebbero trovare riscontro nell’ampliamento della rete sperimentale e concretezza nelle norme forestali da applicare ai cedui di castagno.

Citazione: Manetti MC , Amorini E , Becagli C (2009). La matricinatura nei cedui di castagno: retaggio culturale o esigenza colturale? . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.3.6