c7.3.4 – Metodi di identificazione e condizioni strutturali di alcuni boschi vetusti nei parchi nazionali d’Italia.

Marchetti M (1), Chiavetta U* (1), Garfì V (1), Maesano M (1), Sallustio L (1), Blasi C (2)

(1) Dipartimento STAT, Università degli Studi del Molise; (2) Dipartimento di Biologia Vegetale, Università “La Sapienza” di Roma
Collocazione: c7.3.4 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Selvicoltura in trasformazione” *

Contatto: Ugo Chiavetta (uchiavetta@unimol.it)

Abstract: Il concetto di bosco vetusto è molto discusso in letteratura per le implicazioni di carattere globale che ne derivano, in particolare riguardo la biodiversità e il bilancio del carbonio. Esistono degli studi su questo tema che riportano indicazioni generali sulle caratteristiche strutturali di tali formazioni che, tuttavia, si riferiscono a foreste non mediterranee o a specifici tipi fisionomici. In Italia le condizioni strutturali dei boschi sono state influenzate, praticamente ovunque, dalle attività dell’uomo nel corso degli ultimi tre millenni. Per questo motivo il concetto di bosco vetusto appare ancor più controverso nei nostri ambienti di quanto non lo sia a livello globale. Tuttavia, in ambiente mediterraneo, esistono esempi di formazioni forestali persistenti che presentano alcuni caratteri di vetustà. In particolare, nelle aree protette e, soprattutto nei Parchi Nazionali, sono stati segnalati dei boschi che possiedono queste caratteristiche anche se con grado e modalità differenti. Il presente lavoro è stato realizzato nell’ambito di un progetto di ricerca che ha visto coinvolti l’Università La Sapienza di Roma, l’Università del Molise e il MATTM. Lo scopo di questo contributo è presentare i primi risultati di un’indagine, su una selezione di boschi presenti nei Parchi Nazionali, riguardante le loro condizioni strutturali, in modo da confrontarli con i valori soglia presenti in letteratura. Un altro obiettivo è quello di analizzare un metodo che possa consentire una classificazione dei boschi in differenti livelli di vetustà per la definizione delle adeguate misure di protezione e conservazione. Il lavoro è stato svolto in quattro fasi. In prima fase sono stati selezionati e cartografati alcuni boschi potenzialmente vetusti sulla base delle indicazioni pervenute dai Parchi stessi. Nella seconda fase sono stati raccolti i dati strutturali e fisionomici di ciascun poligono. Nella terza fase i dati raccolti sono stati elaborati in modo da descrivere le caratteristiche strutturali di ciascun bosco. Nella quarta fase, tramite cluster analysis, è stata definita una graduatoria dei boschi secondo il grado di vetustà relativa. I primi risultati mostrano che l’identificazione di un bosco vetusto in ambiente mediterraneo è un problema complesso che va affrontato attraverso l’analisi di diversi parametri contemporaneamente. In particolare, i risultati hanno evidenziato che nei Parchi Nazionali d’Italia le condizioni di vetustà dei boschi esaminati non è completa. Tuttavia, alcuni popolamenti presentano una condizione complessiva tale da necessitare azioni conservative e protettive analoghe a quelle messe in atto per i boschi vetusti. In definitiva in ambiente mediterraneo esistono numerosi popolamenti persistenti che presentano diverse caratteristiche di vetustà, ma che si differenziano dai boschi vetusti nella concezione più stretta per la presenza di condizioni ecologiche particolari, inclusa l’influenza indiretta dell’uomo.

Citazione: Marchetti M , Chiavetta U , Garfì V , Maesano M , Sallustio L , Blasi C (2009). Metodi di identificazione e condizioni strutturali di alcuni boschi vetusti nei parchi nazionali d’Italia. . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.3.4