c7.2.4 – Struttura biofisica e ricchezza in specie erbacee nelle siepi rurali della Pianura Veneta

Sitzia T (1), Trentanovi G* (2)

(1) Dipartimento TeSAF, Università di Padova; (2) Dipartimento TeSAF, Università di Padova
Collocazione: c7.2.4 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Agroselvicoltura ed arboricoltura” *

Contatto: Giovanni Trentanovi (giovanni.trentanovi@unipd.it)

Abstract: Lo studio presentato in questo contributo valuta la possibilità di individuare la struttura biofisica più idonea alla conservazione della biodiversità vegetale. Lo studio si è esteso su 110 siepi rurali aventi queste caratteristiche dimensionali: larghezza massima = 30 m, lunghezza minima = 20 m, superficie massima = 5000 m2, lunghezza massima delle interruzioni della copertura (gap) = 20 m, quota massima di gap = 35%. L’area di studio era situata nel comune di Piove di Sacco (45°17’ N, 12°2’ E), in provincia di Padova. Applicando il protocollo pubblicato in [http://www.tesaf.unipd.it/Sanvito/dati/Atti 40mo Corso.pdf], sono state rilevate: variabili fisiche (caratteristiche dimensionali delle siepi e dello strato erbaceo), biometriche (medie aritmetiche delle altezze, diametro medio dendrometrico, numero di soggetti per ettaro, ecc..) e alcuni indicatori ed indici di diversità (indici di Shannon, numerosità di specie legnose indigene, ecc..). Tra tutte le siepi è stato estratto un campione casuale stratificato, costituito da due siepi per ciascuna classe di larghezza di strato erbaceo non gestito di ampiezza 0.5 m (intervallo: 2-7 m) e da tutte quelle con valore della stessa variabile maggiore di 7 m. Sulle 40 siepi estratte, è stata misurata la ricchezza di specie erbacee totali e nemorali. Le seconde sono state selezionate utilizzando classificazioni ecologiche e appropriate soglie degli indici per la luce di Landolt e Ellenberg. La ricchezza totale era correlata positivamente alla lunghezza delle siepi (r = 0.32, p < 0.05) e, assieme alle nemorali (r = 0.37, p 5 cm). La ricchezza di nemorali era correlata negativamente (r = – 0.32, p < 0.05) all’area basimetrica media e al diametro medio dendrometrico. La presenza e le caratteristiche dimensionali delle scoline, la larghezza dello strato erbaceo, la ricchezza in specie legnose e la diversità strutturale degli strati arborei non aveva invece influenze significative. Sulla base di questi risultati si può concludere che, nell’area di studio, una gestione improntata alla contemporanea presenza di soggetti di alto fusto e di polloni può avere effetti positivi sulla ricchezza in specie erbacee, mentre l’abbandono colturale, che si manifesta, sotto il profilo biometrico, con l’aumento dell’area basimetrica, del diametro medio e con la riduzione del numero di individui arborei, non ha effetti necessariamente positivi.

Citazione: Sitzia T , Trentanovi G (2009). Struttura biofisica e ricchezza in specie erbacee nelle siepi rurali della Pianura Veneta . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.2.4