c7.1.10 – Inventario della necromassa legnosa e conservazione della biodiversità in siti di importanza comunitaria nell’Alto Sangro

Potena G (1), Di Marzio M (2), Panella M (3), Sammarone L (4), Romano M* (5), Consalvo M (5), Posillico M (5)

(1) CFS, Comando Prov.le, Isernia; (2) Reg. Abruzzo, Serv. Foreste, Pescara; (3) CFS, Uff. Biodiversità, Roma; (4) CFS, Coord. Territoriale per l’Ambiente, Civitella Alfedena (AQ); (5) CFS, Uff. Terr.le Biodiversità, Castel di Sangro (AQ)
Collocazione: c7.1.10 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Inventariazione e monitoraggio ambientale” *

Contatto: Mario Romano (utb.casteldisangro@corpoforestale.it)

Abstract: La necromassa legnosa forestale viene citata e riconosciuta tra gli indicatori adottati per il monitoraggio della biodiversità forestale. In accordo con gli standard dell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio e con il protocollo di Kyoto, nell’ambito di un progetto LIFE (04NAT/IT/000190) nel 2007 e 2008, in un area ampia circa 210 kmq nell’alta Valle del Fiume Sangro, del Sagittario e nell’alto Molise è stata effettuata una valutazione della necromassa legnosa presente nelle aree forestali di 7 siti Natura 2000. In aree di saggio circolari ampie 491 mq, individuate sovrapponendo una griglia di campionamento con lato di 500 metri sull’area di studio, sono stati misurati tutti gli elementi con diametro maggiore di 5 cm appartenenti a 3 categorie di legno morto: necromassa a terra (LWD), necromassa in piedi (SDT) e ceppaie (STU). Complessivamente sono stati misurati 2.887 elementi, di cui il 43% appartenente a SDT, il 12% a LWD e il 45% a STU. Il volume totale di necromassa stimato è stato di 53,74 m3 (4,37 m3/ha; DS: 7,24; 0-79,5) equamente distribuito tra le 3 differenti categorie di necromassa: 41% SDT, 30% LDW, 29% STU. In riferimento alle categorie forestali presenti, i volumi medi maggiori di necromassa sono stati rilevati nei boschi di conifere (3,6 m3/ha) e nelle faggete (3,2 m3/ha) e i valori minimi nei boschi di acero e nella categoria “altri boschi caducifogli” (0,9 e 0,6 m3/ha, rispettivamente). Rispetto al tipo di gestione forestale, il volume maggiore di necromassa è stato rilevato nelle fustaie disetanee (5,65 m3/ha; DS: 9,36) e nelle fustaie coetanee (5,31 m3/ha; DS: 9,36) e il volume minore è stato rilevato nei cedui composti (1,93 m3/ha; DS: 2,31). La necromassa forestale è stata stimata in 5 classi di decadimento. Il maggior numero di elementi (35-42%) ricade nella classe di decadimento 3 e solo il 4-7% nella classe 1. Questo andamento è simile per i diversi tipi di legno morto. Per SDT e STU i volumi maggiori sono stati rilevati per la classe 5 (1,9-0,6 m3/ha, rispettivamente) mentre per la necromassa a terra la classe di decadimento 5 presenta i volumi minori (0,2 m3/ha), e la classe 2 quelli più elevati (0,7 m3/ha). Il volume di necromassa riscontrato è in genere minore rispetto a quanto riportato per gli standard di buona gestione forestale dei boschi mediterranei. Particolarmente rari sono gli elementi appartenenti alle classi diametriche >25 cm (9% degli elementi SDT e 5% di quelli LWD), che rappresentano il substrato ottimale per molte specie di insetti e di uccelli rare, prioritarie o minacciate. Quale strumento gestionale per ottemperare ai protocolli internazionali relativi al sequestro di carbonio e alla conservazione della biodiversità, nelle pratiche colturali andrebbe previsto e programmato un aumento del volume medio di necromassa sia attraverso il rilascio di elementi presenti che la creazione ad hoc.

Citazione: Potena G , Di Marzio M , Panella M , Sammarone L , Romano M , Consalvo M , Posillico M (2009). Inventario della necromassa legnosa e conservazione della biodiversità in siti di importanza comunitaria nell’Alto Sangro . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.1.10