c6.6.9 – Uso sperimentale di un isolato autoctono di Phlebiopsis gigantea in pinete del Lazio: efficacia ed ecosostenibilità

Motta E, Annesi T, D’Amico L, Curcio G, Sequino S, Scir’a M

ISPaVe-CRA, Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale – 00156 Roma
Collocazione: c6.6.9 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 6: “Poster: “Fattori di stress e strategie di mitigazione”” *

Contatto: Emma Motta (e.motta@ispave.it)

Abstract: Nel corso del diradamento effettuato nella Pineta di Castel Fusano negli anni 2002-2005, fu effettuata una sperimentazione per prevenire la formazione di nuovi focolai prodotti da Heterobasidion annosum, il cui inoculo aereo era abbondante nella pineta. Venne eseguito un trattamento di lotta biologica sulle ceppaie di Pinus pinea per una superficie totale di circa 2600 m2, corrispondente all’area basimetrica dei pini tagliati nel corso di tre anni. L’agente utilizzato, Phlebiopsis gigantea, è una specie delle Corticiaceae nota per la sua capacità di produrre un’intensa carie bianca disgiunta da qualsiasi patogenicità e viene utilizzato in vari stati europei per la lotta biologica ad H. annosum. Fu applicata una sospensione acquosa di ife ed oidi preparata a partire da un isolato rinvenuto nella pineta stessa. L’efficienza dell’isolato autoctono era stata previamente accertata con prove condotte dapprima in ambiente controllato e poi in una parcella sperimentale in bosco. In particolare, su un transetto definito dal C.R.A. – Istituto Sperimentale per la Selvicoltura (Arezzo) per effettuare ricerche biometriche ed ecologiche, il trattamento fu effettuato nel novembre 2002. Dopo più di tre anni si indagò, nelle ceppaie trattate, sull’eventuale presenza di H. annosum e sulla permanenza dell’isolato antagonista utilizzato. Il trattamento si è rivelato pienamente efficace perché nelle ceppaie non si è mai verificato l’insediamento del patogeno. D’altra parte, l’isolato di P. gigantea utilizzato, che era stato introdotto massivamente al momento del diradamento, non è risultato re-isolabile dalle ceppaie trattate. Una sperimentazione fu effettuata anche su P. strobus in località Monaldesca (VT), con soddisfacenti risultati. È stato messo a punto un procedimento per la conservazione di isolati di P. gigantea. Delle diverse tecniche saggiate, la disidratazione, ottenuta in presenza di LiCl o di KCl, ha garantito un’ottima vitalità dell’isolato fungino per almeno tre anni.

Citazione: Motta E, Annesi T, D’Amico L, Curcio G, Sequino S, Scir’a M (2007). Uso sperimentale di un isolato autoctono di Phlebiopsis gigantea in pinete del Lazio: efficacia ed ecosostenibilità . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.6.9