c6.5.29 – Analisi della struttura e delle interazioni spaziali tra differenti conifere in boschi di alta quota delle alpi

Lingua E*, Motta R

Dip. AGROSELVITER, Univ. TO, Grugliasco (TO)
Collocazione: c6.5.29 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Poster: “Selvicoltura, pianificazione, paesaggio”” *

Contatto: Emanuele Lingua (emanuele.lingua@unito.it)

Abstract: Le foreste di alta quota ed i loro limiti altitudinali superiori sono stati profondamente influenzati, direttamente o indirettamente, dall’azione antropica. La composizione specifica e la struttura dei popolamenti forestali sono state semplificate e modificate, ed il limite superiore del bosco è stato mantenuto ad una quota inferiore di quella potenziale per permettere il pascolo dei domestici. I cambiamenti socioeconomici in atto a partire dal secondo dopoguerra, ed in particolare l’abbandono delle pratiche silvo-pastorali tradizionali, hanno permesso a questi ambienti di evolvere naturalmente negli ultimi decenni. Il presente lavoro ha l’obiettivo di analizzare la struttura dei popolamenti forestali di alta quota e di evidenziare le dinamiche in atto, con particolare riguardo alle relazioni interspecifiche. La struttura dei popolamenti forestali è stata analizzata all’interno di una rete di aree permanenti localizzate nelle alpi italiane. In ogni sito, a partire dal 2003, sono state insediate lungo un gradiente altitudinale tre aree di monitoraggio intensivo di 1 ha (100×100 m), una al limite degli alberi, una al limite del bosco ed una all’interno della foresta subalpina. Larice (Larix decidua Miller), pino cembro (Pinus cembra L.), Abete rosso (Picea abies (L.) Karst.), e pino mugo (Pinus mugo Turra) sono le principali specie che compongono questi popolamenti forestali. Per poter valutare le interazioni spazio-temporali e strutturali dei popolamenti, tutti gli individui arborei, la necromassa (snags, logs e stumps) e la rinnovazione sono stati mappati, numerati ed è stata prelevata una carota. L’analisi della distribuzione spaziale nei popolamenti è stata effettuata per tutti gli alberi, per ciascuna specie e per classi di età attraverso il calcolo degli indici di Ripley (K(t) e K12(t)) e di Moran. A livello di alberi, per tutte le specie e classi, si riscontra una generale propensione all’aggregazione in tutte le aree. Si osserva comunque una certa variabilità all’interno del gradiente altitudinale. Le interazioni spaziali tra le diverse specie risultano differenti alle diverse quote, mutualistiche quando le condizioni sono più critiche (treeline) e competitive quando sono più favorevoli (foresta). Alcune interazioni sono caratterizzate da relazioni anisotropiche che mettono in evidenza i fattori abiotici limitanti. Differenti relazioni si individuano tra le piante giovani e quelle vecchie (> 100 anni), dove si riscontra attrazione alla timberline e repulsione nella foresta. L’influenza antropica è stato il fattore che maggiormente ha influenzato la struttura attuale, ma dinamiche più naturali sono ora coinvolte nelle fasi di rinnovazione, con maggiore importanza relativa alle quote superiori. In queste nuove condizioni il pino cembro sembra essere la specie che più si avvantaggia rispetto al larice ed alle altre conifere.

Citazione: Lingua E, Motta R (2007). Analisi della struttura e delle interazioni spaziali tra differenti conifere in boschi di alta quota delle alpi . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.5.29