c6.3.4 – Coltivazioni arboree per l’industria, l’energia e l’ambiente. Il progetto Mo.Pro.Legno.

Facciotto G* (1), Bergante S (1), Rosso L (1), Piagnani C (2)

(1) CRA-ISPIO, Casale Monferrato (AL); (2) Di.Pro.Ve, Università di Milano.
Collocazione: c6.3.4 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Sessione 3: Energia, biomassa, arboricoltura” *

Abstract: Il progetto “Modelli colturali per produzioni legnose in pianura” (Mo.pro.legno) è stato finanziato nel 2005 dalla Regione Lombardia. L’obiettivo principale del progetto è quello di testare nuovi modelli di coltivazione di specie legnose, che si possano adattare alle diverse necessità di mercato. In Italia si riscontra una notevole scarsità di materiale legnoso da destinare all’industria, sia esso pregiato (per la creazione di mobili o per costruzione) o meno (per carta, pallets o pannelli), e, per questo motivo viene importato dai Paesi limitrofi. A ciò, si aggiunge la crescente domanda di legno (di scarsa qualità) da destinare alla combustione, nelle centrali a biomassa per la produzione di energia termica ed elettrica; questo mercato è al momento in conflitto col mercato del legno ad uso industriale. La sperimentazione su queste nuove coltivazioni, totalmente differenti dalle coltivazioni agrarie tradizionali, si colloca, in un momento in cui l’Unione Europea, sia per motivi economici che per motivi ambientali, legati agli accordi del Protocollo di Kyoto, spinge gli agricoltori ad utilizzare diversamente i suoli, attraverso la coltivazione di piantagioni legnose su terreni prima destinati a ‘food crops’. Le coltivazioni arboree presentano alcuni vantaggi, soprattutto di ordine ambientale: – riducono l’intensità colturale; – mitigano gli effetti dei cambiamenti climatici fissando la CO2 atmosferica. Negli ultimi anni in Lombardia, tra le coltivazioni legnose, sono state favorite: le piantagioni di specie pregiate come noce e ciliegio, e le coltivazioni dedicate per la produzione di energia (Short Rotation Forestry) che utilizzano soprattutto pioppo, salice e robinia. Nel progetto Mo.pro.legno questi tipi di coltivazione sono testati in vari modelli: – pioppo e salice con densità medio-alta (900-1100 piante/ha) e turno quinquennale, per la produzione di legno per pallets e pannelli, – pioppo e salice con densità elevata (8000-12000 piante/ ha) con turno biennale/triennale per produrre legno per energia, – latifoglie di pregio (sorbi e pero) consociate con pioppo e salice in modello biennale (8.000-12.000 p/ha per le salicacee + 100-200 p/ha per le latifoglie di pregio). Per la sperimentazione sono state costituite complessivamente otto piantagioni in Aziende del Nord- Ovest Italiano, utilizzando un adeguato disegno sperimentale. I primi risultati mostrano una buon attecchimento ed una crescita normale delle piante, sia per le salicacee che per le latifoglie di pregio. I pioppi o i salici, che crescono più rapidamente, fungono da tutori per le latifoglie di pregio, facilitandone una crescita corretta (fusto dritto), riducendone il numero di rami (meno nodi e potatura più facile) e aumentando la qualità del legno. Tali coltivazioni potrebbero permettere di diversificare le produzioni, rispondendo alla crescente domanda di materiale da parte del mercato.

Citazione: Facciotto G , Bergante S , Rosso L , Piagnani C (2007). Coltivazioni arboree per l’industria, l’energia e l’ambiente. Il progetto Mo.Pro.Legno. . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.3.4