c6.3.11 – Coltivare l’energia: un piano per l’Emilia-Romagna

Fiorese G* (1-2), Guariso G (1), Lazzarin A (1), Razzano R (1)

(1) Dipartimento di Elettronica e Informazione, Politecnico di Milano, Via Ponzio 34/5, 20133 Milano; (2) Dipartimento di Scienze Ambientali, Università degli Studi di Parma, Viale Usberti 11/A, 43100 Parma, Italia
Collocazione: c6.3.11 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Sessione 3: Energia, biomassa, arboricoltura” *

Contatto: Giulia Fiorese (fiorese@elet.polimi.it)

Abstract: L’importante questione energetica riguarda numerosi altri settori: primo tra tutti, quello ambientale per le emissioni di gas climalteranti, causa del riscaldamento globale. Politiche energetiche intraprese a scala locale possono contribuire alla risoluzione di questi problemi. Il sostegno delle biomasse per l’energia, una risorsa rinnovabile, è un esempio di politica che può avere successo a scala locale: l’utilizzo energetico è più efficiente se avviene vicino al luogo di produzione delle biomasse; la coltivazione delle biomasse per l’energia permette di rivitalizzare e diversificare l’economia agricola, spesso sostenuta grazie a incentivi; il risparmio di emissioni di gas serra rende l’economia locale virtuosa per quanto riguarda il rispetto del protocollo di Kyoto. Per questi motivi, obiettivo del lavoro è mostrare le potenzialità delle colture energetiche in Emilia-Romagna, territorio scelto come caso di studio. Numerosi progetti studiano la fattibilità e le prestazioni di singole colture energetiche, analizzando la produzione di biomassa o i bisogni energetici di specie arboree o erbacee in prove di campo. Altri studi riguardano invece il miglioramento dei rendimenti energetici di impianti di trasformazione delle biomasse in energia. Partendo da questi presupposti, scopo di questo lavoro è stimare a livello regionale le potenzialità delle colture energetiche per poi sviluppare un piano di utilizzo sostenibile delle biomasse per l’energia. Questa pianificazione è necessaria per poter godere dei benefici della bio-energia al minor costo economico, sociale e ambientale. In quest’ottica, il nostro lavoro ha, in primo luogo, lo scopo di stimare le potenzialità a livello locale della produzione di biomassa da colture energetiche, scelte in modo ottimale secondo il terreno disponibile. I suoli ottimali sono selezionati per ogni coltura energetica (cloni del pioppo, robinia, sorgo) sulla base di fattori morfologici, pedologici, naturalistici e sull’uso attuale del suolo. In secondo luogo, si valuta la potenziale produzione di energia elettrica e/o termica in diverse tipologie di impianto. Infine, sono stimati i flussi di gas serra per ottenere un bilancio ambientale della produzione di biomassa da colture energetiche (considerando le operazioni colturali e il trasporto). Ipotizzando colture arboree su terreni agricoli abbandonati ed erbacee su terreni agricoli a riposo (complessivamente l’1.3% della superficie regionale), si ottengono tra 532.000 e 577.000 t s.s. l’anno, con un sequestro di biossido di carbonio equivalente annuo compreso tra 998 e 1.06510^3 t. Le biomasse da colture energetiche in Emilia-Romagna possono contribuire al sistema energetico alimentando 28-30 impianti di cogenerazione da 1.1 MWe e 12 MWt o circa 10.000 caldaie domestiche.

Citazione: Fiorese G , Guariso G , Lazzarin A , Razzano R (2007). Coltivare l’energia: un piano per l’Emilia-Romagna . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.3.11