c6.1.22 – I piani forestali di indirizzo territoriale. Una proposta metodologica (ProgettoBosco territoriale).

Agnoloni S, Bianchetto E, Cantiani P, De Meo I, Dibari C, Ferretti F

Collocazione: c6.1.22 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Sessione 1: Selvicoltura, pianificazione, paesaggio” *

Abstract: La pianificazione forestale multifunzionale è caratterizzata da una pluralità di obiettivi, di soggetti interessati (istituzioni pubbliche, proprietari, imprenditori, associazioni ambientaliste, cacciatori, allevatori, associazioni portatrici di interessi locali) e di criteri che possono essere applicati per esprimere i valori e le funzioni del bosco. Da ciò scaturisce la necessità di una pianificazione forestale posta ad un livello superiore rispetto a quello della singola azienda. Il lavoro illustra le motivazioni, gli obiettivi e gli ambiti propri della pianificazione forestale a scala sovraziendale. Si propone un metodo per la realizzazione del Piano Forestale Territoriale di Indirizzo (PFTI), concepito con coerenza con le altre forme di pianificazione territoriale (dai piani di gestione forestale alla pianificazione territoriale a scala regionale) e con le fonti informative disponibili (tipologie forestali regionali e nazionali, cartografie tematiche, inventari forestali regionali e nazionale, ecc.). Il contenuto informativo del PFTI potrà pertanto diventare parte integrante di un sistema informativo forestale comune a livello nazionale. Obiettivo del PFIT è fornire indicazioni sui possibili scenari di gestione delle realtà silvopastorali a livello di unità amministrativa (comunità montana, bacino, comune, provincia) che tengano conto delle specifiche realtà socio economiche e delle esigenze delle popolazioni locali tramite processi di partecipazione appositamente messi a punto. Il Piano non ha quindi un carattere prescrittivo, ma definisce gli indirizzi gestionali contestualizzati alla realtà territoriale esaminata. Il possibile livello di dettaglio risultante dal piano è variabile in funzione della struttura modulare messa a punto nel metodo. Si illustrano le varie fasi di raccolta ed elaborazione dei dati per la definizione del piano che sono state testate in 4 piani pilota. In particolare vengono descritte le caratteristiche minime peculiari del PFIT, atte a garantire uniformità di metodo in tutto il territorio nazionale e le possibili linee di approfondimento.

Citazione: Agnoloni S, Bianchetto E, Cantiani P, De Meo I, Dibari C, Ferretti F (2007). I piani forestali di indirizzo territoriale. Una proposta metodologica (ProgettoBosco territoriale). . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.1.22