c6.1.13 – Diversità ornitica nei cedui di cerro utilizzati e in conversione: un confronto nell’appennino settentrionale

Tellini Florenzano G, Londi G, Campedelli T, Mini L

DREAM Italia, via dei Guazzi 31, I-52013 Poppi (AR);
Collocazione: c6.1.13 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Sessione 1: Selvicoltura, pianificazione, paesaggio” *

Contatto: tellini@dream-italia.it

Abstract: I cambiamenti socio-economici degli ultimi decenni hanno avuto sul bosco ceduo come su molti altri ambienti effetti notevoli. Parte di questi boschi è stata abbandonata o avviata a fustaia e dove sono continuate le utilizzazioni, sono state impiegate modalità (es. turni più lunghi) diverse rispetto al passato. Recentemente una generale ripresa dello sfruttamento dei cedui, almeno di quelli più produttivi di proprietà privata, in considerazione della ormai riconosciuta necessità di coniugare le forme di gestione selvicolturali con la tutela della biodiversità, ha reso quanto mai urgente acquisire informazioni sugli effetti della gestione dei cedui anche sulla fauna, oggi disponibili in pratica per i soli ungulati. A mezzo di stazioni di ascolto, abbiamo quindi censito, nella primavera del 2003, il popolamento ornitico nidificante in cedui di cerro utilizzati (49 stazioni) e avviati a fustaia (100 stazioni) della Valtiberina (Arezzo). Abbiamo confrontato la composizione (frequenza ed abbondanza relative delle specie nelle due tipologie, con il metodo delle specie indicatrici) e la diversità del popolamento ornitico nei cedui in esercizio e in conversione. Per analizzare le differenze nella ricchezza in specie a livello puntiforme (alfa), abbiamo calcolato modelli descrittivi (tramite GLM), tenendo conto, quali covariate, dell’età del soprassuolo e della superficie di ambienti non forestali. A livello di sistema (diversità gamma), abbiamo confrontato i valori di ricchezza stimata a parità di sforzo di campionamento, con un metodo permutazionale (Chao 2). Il 37.5% delle specie (il 57.1% di quelle forestali) è influenzata dalla forma di gestione, risultando significativa la preferenza di 3 (una forestale) per il ceduo in esercizio e di 9 (7 forestali) per il ceduo in conversione. Il popolamento dei boschi in conversione è più ricco, sia a livello puntiforme, sia a livello di intero sistema, in ragione essenzialmente del maggior numero di specie forestali. Nei boschi in conversione fanno infatti ingresso specie legate ai boschi maturi, mentre sono poche le specie che si riducono, i cedui infatti non sembra possano surrogare gli spazi aperti, se si fa eccezione per lo Zigolo muciatto. Sia nei cedui in esercizio sia in quelli in conversione, la ricchezza, ed in particolare la ricchezza di specie forestali, è influenzata positivamente dall’età del bosco (cosa che fa supporre il dilatarsi della differenza a favore dei boschi avviati col trascorrere del tempo) mentre l’estensione di ambienti non boscati determina una maggiore presenza di specie non forestali senza però deprimere la ricchezza di quelle forestali che non risentono dunque di alcun “effetto margine”.

Citazione: Tellini Florenzano G, Londi G, Campedelli T, Mini L (2007). Diversità ornitica nei cedui di cerro utilizzati e in conversione: un confronto nell’appennino settentrionale . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.1.13