c2.5.9 – Danni fogliari da ozono: caratterizzazione ultrastrutturale di Fraxinus excelsior L. e Prunus avium L.

Gravano E, Bussotti F*, Grossoni P, Tani C

Dipartimento di Biologia Vegetale, Università di Firenze, P.le Cascine, 40134 Firenze (FI)
Collocazione: c2.5.9 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
2° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Metabolismo secondario e fattori di stress: dagli indicatori alle strategie di mitigazione” *

Abstract: Mentre molti inquinanti tradizionali (ad es. SO2) ed i composti acidificanti tendono a diminuire nell’ambiente, l’ozono (O3) mostra un andamento opposto. Si tratta di un inquinante secondario (ovvero si origina in seguito a processi di trasformazione fotochimica) che in Europa si trova a forti concentrazioni soprattutto nelle regioni mediterranee; a seguito dei mutamenti climatici in atto, è previsto che in un prossimo futuro l’inquinamento da ozono interesserà più massicciamente anche le aree più popolate dell’Europa centrale. Tale inquinante esercita una forte azione fitotossica sia sulle piante agrarie che sui boschi inibendo i processi di assimilazione del carbonio e, di conseguenza, limitandone la crescita. La soglia di concentrazione 40 ppb è considerata pericolosa per la vegetazione. L’ozono, inoltre, è in grado di provocare una tipica sintomatologia visibile sulle foglie delle piante più sensibili. Lo scopo della presente indagine è stato quello di operare uno studio a livello microscopico ed ultrastrutturale di foglie di Fraxinus excelsior L. e di Prunus avium L., in presenza ed in assenza della tipica sintomatologia da ozono. Lo studio è stato condotto su piante sottoposte ad esperimenti di fumigazione in ’Open Top Chamber’ presso il vivaio cantonale di Lattecaldo (Ticino, Svizzera) e raccolte in condizioni naturali in Valtellina (Sondrio, Italia). Le maggiori modificazioni sono state verificate per mezzo dell’impiego del microscopio elettronico a trasmissione (TEM), e riguardano i cloroplasti, che mostrano nelle piante soggette ad ozono lo stroma maggiormente elettrondenso ed i tilacoidi dilatati. Con il progredire del danno si è osservato, soprattutto nel frassino, il collabimento delle cellule epidermiche e l’impregnazione della parete secondaria con metaboliti. Infine è stata evidenziata la presenza di plasmolisi con la perdita di struttura a carico di alcune porzioni del parenchima a palizzata. Tali danni sono risultati osservabili prima ancora della comparsa della tipica sintomatologia visibile, pertanto l’analisi ultrastrutturale si è mostrata in grado di offrire una diagnosi precoce del danno.

Citazione: Gravano E, Bussotti F, Grossoni P, Tani C (1999). Danni fogliari da ozono: caratterizzazione ultrastrutturale di Fraxinus excelsior L. e Prunus avium L. . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.5.9