c2.4.2 – Impatto dei cambiamenti ambientali su sistemi agro-forestali

Scarascia Mugnozza G (1), DeAngelis P (1), Sabatti M (1), Calfapietra C (1), Miglietta F (2)

(1) Università della Tuscia, Viterbo; (2) IATA-CNR, Firenze
Collocazione: c2.4.2 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
2° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Foreste e cambiamenti climatici: ricerca e applicazioni dopo Kyoto” *

Abstract: Il vertice intergovernativo svoltosi nel 1997 a Kyoto, in Giappone, sulle misure internazionali da prendere per l’effettiva attuazione della Covenzione sui cambiamenti climatici, ha ufficialmente riconosciuto l’importanza decisiva delle foreste come uno dei principali sistemi di assorbimento e stoccaggio del biossido di carbonio (CO2), il più importante componente gassoso responsabile dell’effetto serra. Le foreste, infatti, scambiano annualmente con l’atmosfera oltre il 60% di tutto il carbonio assorbito da parte della biosfera e immagazzinano circa il 90% del carbonio organico complessivamente presente negli ecosistemi terrestri. Le foreste ricoprono quindi un ruolo decisivo nei principali cicli biogeochimici, come quelli del carbonio e dell’acqua, e nei rapporti tra biosfera e clima. L’aumento dei gas inquinanti nell’atmosfera non provoca però soltanto un aumento dell’effetto serra ma prevedibilmente potrà avere serie conseguenze sul funzionamento della biosfera e, in particolare, degli ecosistemi forestali che, come si è visto, sono proprio dei fondamentali sistemi regolatori e mitigatori del clima. Per dare alcune risposte sul problema dell’impatto dell’aumento di CO2 e di temperatura dell’aria sulle foreste, l’Università della Tuscia di Viterbo, insieme all’Istituto di analisi ambientale del CNR e a diverse Università europee, ha avviato una nuova ricerca, sostenuta dall’Unione Europea, impiegando una tecnologia innovativa (Free Air Carbon Enrichment, FACE) che consiste nell’aumentare la concentrazione di CO2 dell’aria attorno e al di sopra di una piantagione forestale o una foresta naturale, senza modificare con alcuna struttura permanente il microclima attorno all’ecosistema. Il progetto, chiamato POPFACE, è stato realizzato nel 1998-99 in Agro di Tuscania (VT), non lontano da diverse sorgenti naturali di CO2 che forniscono a un costo relativamente basso il gas indispensabile per simulare in ambiente esterno le condizioni atmosferiche che saranno prevalenti intorno all’anno 2050. Il sistema sperimentale è stato realizzato attorno ad una piantagione di pioppi, alberi forestali a rapida crescita che consentono di creare in pochi anni un bosco adulto ma al contempo rappresentano una delle coltivazioni da legno più importanti in Europa per la produzione di biomassa a fini industriali ed energetici. L’aumento del contenuto di CO2 nell’aria e l’interazione con la nutrizione minerale azotata potrà influenzare non solo la produttività futura delle foreste e delle piantagioni di alberi ma anche il loro consumo di acqua, l’accumulo di radici e sostanza organica nel terreno, la respirazione del terreno stesso nonché l’interazione tra alberi, insetti parassiti e funghi patogeni. Per dare risposte scientificamente valide a questi interrogativi, la ricerca POPFACE verrà condotta nello stesso sito sperimentale integrando le competenze scientifiche di diversi gruppi di ricercatori europei, inglesi, olandesi, tedeschi, belgi e italiani, mediante un reale approccio multidisciplinare. Nel mondo gli unici tre sistemi sperimentali simili, applicati agli alberi forestali, si trovano negli Stati Uniti, in Nord Carolina, Tennessee e nel Wisconsin, dove dallo scorso anno si stanno studiando, già con risultati molto interessanti, le risposte ai cambiamenti climatici di un bosco di pini e di boschi misti di latifoglie. Nella primavera 1999 sono stati piantati, nel sito sperimentale di Tuscania, circa 10 ha di terreno con talee di pioppo, con densità d’impianto elevata; prevedibilmente, le piante di pioppo cresceranno rapidamente raggiungendo 6-7 m di altezza già nei primi due anni e, grazie all’elevata densità, concluderanno il ciclo colturale nell’arco di 3-4 anni. Il rapido accrescimento in altezza di queste piante unitamente all’eccezionale sviluppo delle chiome e del fogliame consentiranno di studiare l’effetto dei cambiamenti ambientali in rapporto alla dinamica temporale della copertura arborea e alla competizione tra gli alberi. Il sistema sperimentale comprende anche un impianto di irrigazione a goccia, indispensabile per sostenere la crescita della piantagione di pioppo, e un sistema per l’arricchimento con anidride carbonica (CO2) dell’aria sopra la coltura arborea (550 ppm). I risultati sperimentali relativi al primo anno di crescita del sistema agro-forestale verranno discussi in rapporto ai diversi trattamenti sperimentali saggiati.

Citazione: Scarascia Mugnozza G , DeAngelis P , Sabatti M , Calfapietra C , Miglietta F (1999). Impatto dei cambiamenti ambientali su sistemi agro-forestali . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.4.2