c2.1.18 – La selvicoltura italiana: analisi, proposte e prospettive – opinione

Andreatta G*

Corpo Forestale dello Stato – Coord.to Prov. Brescia e Mantova – v. Donatello 202 – 25124 Brescia (BS)
Collocazione: c2.1.18 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
2° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Selvicoltura sostenibile e metodi innovativi di pianificazione” *

Abstract: Il presente intervento si pone il fine di passare in rassegna, dandone una visione critica, alcune particolari realtà che attualmente condizionano in senso negativo il complesso panorama della selvicoltura italiana. Dopo una breve riflessione su cosa gli addetti ai lavori intendano per ’selvicoltura’ e su quelle che sono le moderne tendenze della stessa, vengono prese in considerazione le principali problematiche che la disciplina incontra nella quotidianità delle sue molteplici applicazioni. Innanzitutto viene evidenziata la difficoltà che molto spesso si incontra nel far comprendere a gran parte della collettività l’essenza e la necessità della selvicoltura stessa; la gestione che si contrappone al deleterio abbandono delle formazioni forestali non è infatti sempre sentita e condivisa in toto. Viene successivamente analizzata la mancanza di una gestione unitaria del patrimonio boschivo del paese: la frammentazione delle competenze e l’assenza di una azione di coordinamento, hanno in molti casi portato ad una gestione ’a mosaico’ dei popolamenti forestali con la realizzazione di interventi che, su porzioni contigue di soprassuoli omogenei, presentano spesso criteri di impostazione radicalmente divergenti se a volte addirittura opposti. Infine viene presa in esame la problematica dell’esiguo numero di casi in cui si verifica il trasferimento in campo pratico di quanto le attività di ricerca e sperimentazione acquisiscono come nuove conoscenze o metodologie di intervento. Questo quadro tutt’altro che positivo si contrappone nettamente a quella che dovrebbe essere la realtà della selvicoltura in una Nazione che si dimostri attenta nel gestire il proprio patrimonio forestale. La situazione è pertanto tale da giustificare l’espressione di ’non’ selvicoltura per illustrare la non certo ottimale condizione gestionale – sarebbe meglio in molti casi dire ’non’ gestionale – in cui versa la gran parte dei popolamenti forestali italiani. Per fronteggiare il sempre più preoccupante stato in cui versa la selvicoltura del nostro Paese, vengonoo proposti alcuni interventi ed attegiamenti che andrebbero adottati da parte dei tecnici forestali per poter contribuire a migliorare in parte la non felice situazione.

Citazione: Andreatta G (1999). La selvicoltura italiana: analisi, proposte e prospettive – opinione . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.1.18