c1.6.3 – Influenza di un paleorizzonte sulla moria dell’abete bianco nella foresta di Vallombrosa

Certini G, Corti G, Ugolini C, Benvenuti G

Dip. di Scienza del Suolo e Nutrizione della Pianta, Universit di Firenze
Collocazione: c1.6.3 – Tipo Comunicazione: Poster
1° Congresso SISEF *
Sessione 6: “Poster” *

Abstract: La conservazione dei boschi italiani di abete bianco (Abies alba Mill.) sta diventando sempre più difficoltosa a causa del progressivo aumento di attacchi epidemici, carenze idriche estive e deposizioni acide. Nella foresta di Vallombrosa (FI) il principale nemico dell’abete è l’Heterobasidion annosum (Fries.) Bref., un fungo che provoca il marciume delle radici e, con esso, il crollo della pianta; l’azione del patogeno è esaltata da qualsiasi stato di sofferenza dell’abete, in particolar modo da quello indotto dagli stress idrici durante la stagione vegetativa. Da nostre osservazioni è risultata l’esistenza di una relazione positiva tra il numero, ormai preoccupante, dei crolli e la presenza a modeste profondità di un orizzonte estremamente compatto (densipan), diffuso in alcune zone della foresta di Vallombrosa. La compattezza del densipan impedisce lo sviluppo in profondità delle radici dell’abete; inoltre, la notevole acidità di quest’orizzonte può innalzare l’attività chimica di metalli ad azione fitotossica quali l’alluminio. Il fatto che a Vallombrosa il densipan sia costituito da corpi a forma lobata, discontinui e spesso sovrapposti, fa supporre una sua origine da soliflusso. Questo fenomeno, consistente nel movimento lungo le linee di pendenza di masse terrose sature d’acqua, sarebbe avvenuto in epoca glaciale per lo scioglimento del ground ice durante una fase relativamente calda. Tali masse, una volta arrestatesi, avrebbero espulso la fase liquida e subìto una forte compattazione. Nell’assetto generale dei suoli di Vallombrosa, la presenza del densipan a modeste profondità instaura problematiche di ordine fisico e chimico a carico della vegetazione arborea. Infatti, la bassa permeabilità dell’orizzonte in estate favorisce l’insorgenza di stress idrici, mentre l’elevato tasso di alluminio adsorbito sui suoi colloidi può impedire alle radici l’assimilazione di vari elementi nutritivi nonché una normale divisione cellulare. Tutto ciò porta a un indebolimento fisiologico degli abeti e quindi ad una loro maggior vulnerabilità all’attacco dell’ H. annosum. L’assenza di un efficace ancoraggio al terreno, compromettendo la resistenza meccanica alle sollecitazioni dei forti venti e delle intense nevicate, può peraltro causare anche il crollo di abeti sani. Nell’arca indagata si può quindi distinguere un’azione “indiretta” del densipan da una “diretta” sulla moria degli abeti.

Citazione: Certini G, Corti G, Ugolini C, Benvenuti G (1997). Influenza di un paleorizzonte sulla moria dell’abete bianco nella foresta di Vallombrosa . 1° Congresso Nazionale SISEF, Legnaro (PD), 04 – 06 Giu 1997, Contributo no. #c1.6.3