c1.3.5 – Relazioni fra nematodi e artropodi negli ecosistemi forestali

Covassi V, Palmisano M

Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria, Cascine del Riccio, Firenze
Collocazione: c1.3.5 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
1° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Biodiversità, strutture e funzioni delle comunità forestali” *

Abstract: Un’attenzione sempre maggiore è attualmente rivolta ai problemi riguardanti i processi e i sistemi complessi che garantiscono la vita sul pianeta. Con interesse crescente vengono considerate le struttura e la dinamica degli ecosistemi forestali in vario modo sottoposti ad aggressioni e pericoli di notevole gravità in molte regioni europee ed extraeuropee. Fra le componenti biotiche più importanti di tali ecosistemi sono da annoverare gli artropodi, soprattutto gli insetti, e i nematodi. I nematodi che fanno parte delle biocenosi forestali sono riferibili a quasi tutte le le categorie trofiche riconosciute per il gruppo negli ambienti naturali e soprattutto: batteriofagi, frungivori consumatori di particelle del substrato, onnivori, fitofagi, predatori associati e parassiti di invertebrati. Le categorie citate non sono tuttavia nettamente delimitabili, in quanto molte specie, in fasi diverse del loro ciclo vitale hanno esigenze nutritive differenti, talora non accertata negli ambienti naturali. Il ruolo svolto dai nematodi negli ecosistemi forestali riguarda principalmente il ciclo delle sostanze nutritive del suolo, il controllo biologico a vari livelli delle categorie trofiche e anche la patologia delle specie legnose. Nelle biocenosi forestali i nematodi instaurano con gli insetti associazioni complesse, cui partecipano spesso i batteri, funghi e altri microrganismi e che interessano direttamente o indirettamente le piante arboree. Le relazioni con gli insetti sono di varia natura, da occasionali a obbligatorie e vanno dall’inquilinismo al vero e proprio parassitismo. Nel testo vengono citati i principali gruppi di nematodi e di insetti fra i quali si instaurano tali relazioni e si fa cenno agli effetti patologici dei nematodi sui loro ospiti. Alcuni gruppi di nematodi parassiti di insetti, fra cui le famiglie Steinerematidae, Haterorhabditidae, Phaenopsityienchidae, comprendono specie dotate di un notevole potenziale di controllo biologico, che si sono dimostrate utili per il contenimento di fitofagi forestali come ad esempio Cephalcia spp. in ambito europeo e Syrex noctilio nelle piantagioni alloctone di Pinus insignis in Australia, Nuova Zelanda, Tasmania. Alcuni nematodi, i Bursaphelenchus, anch’essi associati ad insetti, sono legati alle conifere; Bursaphelenchus xylophilus ha tuttora un impatto catastrofico soprattutto nei popolamenti di Pinus spp. del Giappone ed è diffuso inoltre in Cina Corea,Taiwan, oltre che nel Nord America, probabile territorio di origine della specie. Il problema fitopatologico legato alla presenza e alla potenziale diffusione di questo nematode è particolarmente complesso, ha evidenti implicazioni tecnico-economiche sul commercio del legname di conifere a scala mondiale e potrebbe interessare in tempi brevi i Paesi dell’area mediterranea. In vista di strategie preventive e interventi di contenimento dei fitofagi nocivi nell’ambito della gestione complessiva delle foreste, che contemperino i criteri economici con quelli di salvaguardia e di incremento della “biodiversità”, la tematica relativa al presente contributo non può essere trascurata e richiede ulteriori approfondimenti.

Citazione: Covassi V, Palmisano M (1997). Relazioni fra nematodi e artropodi negli ecosistemi forestali . 1° Congresso Nazionale SISEF, Legnaro (PD), 04 – 06 Giu 1997, Contributo no. #c1.3.5