c8.8.7 – L’abete, il pino laricio e il pino insigne negli interventi di rimboschimento in Aspromonte (Reggio di Calabria). Risultati dopo 50 anni.

Barreca L, Marziliano PA*, Menguzzato G, Pelle L, Scuderi A

Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari e Forestali (GESAF). Università Mediterranea di Reggio Calabria
Collocazione: c8.8.7 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 8: “Ecosistemi forestali e Servizi ambientali: quale Selvicoltura?” *

Contatto: Pasquale Antonio Marziliano (pasquale.marziliano@unirc.it)

Abstract: La Calabria è caratterizzata da una struttura geologica particolarmente suscettibile al dissesto idrogeologico, come testimoniano le frequenti e gravi alluvioni che hanno da sempre interessato il suo territorio. La distruzione dei boschi su ampie superfici verificatasi soprattutto nella seconda metà del XIX secolo e protrattasi fini alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso, ha contribuito ad aggravare, in modo significativo, una situazione già di per sé molto problematica, tanto che lo Stato italiano fu costretto a emanare leggi ad hoc per porvi medio. La prima Legge – Legge pro Calabria – risale al 1906; successivamente nel 1955, dopo gli eventi alluvionali che hanno interessato praticamente tutta la regione, provocando molti morti e la distruzione di interi paesi, venne promulgata la I Legge Speciale Calabria (L.1177/55) che prevedeva un piano organico di opere straordinarie per la sistemazione idraulico-forestale, per la sistemazione dei corsi d’acqua e dei bacini montani e per la difesa degli abitanti dalle alluvioni e dalle frane. Tra gli interventi previsti un ruolo di primo piano lo ebbero i rimboschimenti. I lavori di miglioramento dei boschi degradati e i rimboschimenti realizzati dal 1957 al 1980 hanno interessato complessivamente circa 153.000 ettari di superficie, che da soli rappresentavano il 30% dei rimboschimenti realizzati in Italia nello stesso periodo, con ricadute positive in termini di difesa e conservazione del suolo, di occupazione di mano d’opera, di incremento della produzione legnosa e di miglioramento complessivo del paesaggio. A distanza di quasi cinquant’anni dall’esecuzione di tali interventi è possibile evidenziare i risultati ottenuti sulla produzione legnosa, sul miglioramento complessivo del paesaggio e sulla conservazione del suolo. Tra le specie impiegate, grande diffusione hanno avuto le conifere, in particolar modo il pino laricio (Pinus laricio Poiret) e i pini mediterranei (Pinus pinea L. e P. Pinaster Ait.) e, su superfici limitate l’abete (Abies alba Mill.), la douglasia (Pseudotsuga menziesii var. menziesii (Mirb.) Franco) e il pino insigne (P. radiata D. Don.). Scopo del presente lavoro è stato quello di analizzare i risultati ottenuti, soprattutto in termini di produzione legnosa, con alcune delle specie più largamente impiegate, a distanza di circa cinquant’anni dall’impianto. Lo studio è stato condotto sul versante settentrionale dell’Aspromonte ai Piani della Limina e nel settore occidentale nella zona di Gambarie d’Aspromonte. Sono state prese in considerazione piantagioni di di abete, di pino laricio e di pino insigne. Complessivamente sono stati condotti rilievi in 30 aree di saggio, 15 per ogni località esaminata. Sulla base dei dati raccolti è possibile fornire indicazioni sulla struttura dei soprassuoli e fare una valutazione complessiva dell’intervento, tenendo conto dell’obiettivo che si voleva raggiungere, delle condizioni di intenso e diffuso degrado dei suoli e dell’ampiezza delle superfici che sono state rimboschite. I risultati di tali analisi confermano gli effetti positivi in termini di produzione legnosa, sulla conservazione del suolo e sul miglioramento del paesaggio nel suo complesso. Evidenziano, però, l’assenza di interventi colturali nel passato e la necessità di una pronta e mirata azione colturale in modo da favorire le dinamiche evolutive in atto e la loro rinaturalizzazione. Ciò contribuisce, oltreché a perseguire gli obiettivi fissati dalla Legge che li ha promossi, anche a soddisfare le richieste della società in termini di occupazione, di salvaguardia e valorizzazione del territorio e delle tradizioni locali, di conservazione e aumento della biodiversità. L’esperienza ha infatti dimostrato come la rinaturalizzazione dei sistemi artificiali rappresenti l’elemento qualificante dell’intervento realizzato e il presupposto per una politica forestale che favorisca la loro stessa gestione.

Parole chiave: Rimboschimenti, Difesa Del Suolo, Rinaturalizzazione, Aspromonte

Citazione: Barreca L, Marziliano PA, Menguzzato G, Pelle L, Scuderi A (2011). L’abete, il pino laricio e il pino insigne negli interventi di rimboschimento in Aspromonte (Reggio di Calabria). Risultati dopo 50 anni. . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.8.7