c8.5.8 – Indagini sulla rinnovazione post-incendio in alcune pinete naturali a P. halepensis Mill. del Gargano

Capponi C (1), La Marca O* (1), Tomaiuolo M (2)

(1) DEISTAF Università degli Studi di Firenze; (2) CRA-SAM Unità di Ricerca per la Selvicoltura in Ambiente Mediterraneo, Rende (CS)
Collocazione: c8.5.8 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Incendi forestali: modelli previsionali, impatti, recupero e governo del territorio” *

Contatto: Matteo Tomaiuolo (matteo.tomaiuolo@entecra.it)

Abstract: In Italia una delle principali cause di distruzione degli ecosistemi forestali è rappresentata dagli incendi boschivi. Nonostante i progressi registrati nell’azione di prevenzione e di estinzione degli incendi boschivi, nel periodo 1970-2007 circa 100000 ettari, di cui circa 50000 di superficie boscata, sono stati mediamente interessati ogni anno dal fenomeno. La superficie media per incendio è diminuita progressivamente nei tre decenni, dai 13.5 ettari degli anni ’70 ai 12.7 degli anni 80, ai 10.6 del periodo 1990-1999, con una leggerissima risalita negli anni 2000-2007 a 10.8 ettari Le cause sono prevalentemente di natura colposa o dolosa (rispettivamente 17.4 e 67.2% dei casi) (Dati CFS). Gli ecosistemi forestali mediterranei sono quelli maggiormente influenzati dall’azione perturbativa del fuoco. Esistono fisionomie regressive della successione forestale costituite da boschi radi, macchie basse o garighe che, di fatto, sono dovute al passaggio del fuoco e per questo risultano profondamente alterate nella struttura e nella composizione floristica originaria. Il 24 luglio 2007 un incendio di vaste proporzioni ha percorso il territorio di Peschici (FG), una delle zone più belle e turisticamente più frequentate del Gargano. Il fenomeno, favorito dalla prolungata siccità, dalle temperature elevate (la temperatura registrata alle ore 10 sfiorava i 40° C) e soprattutto dalla eccezionale velocità del vento che spirava quel giorno (circa 20 m sec-1) ha causato la distruzione di diverse centinaia di ettari di pinete (pure o a prevalenza di Pinus halepensis Mill.) e di macchia mediterranea. I danni per l’ambiente e per l’uomo sono stati notevoli, causando anche 3 vittime. Il 22 ottobre 2007 (3 mesi dopo l’incendio) un evento piovoso di eccezionale intensità ha interessato tutta la zona nord del Gargano, tra cui il territorio di Peschici. Piogge torrenziali particolarmente intense e brevi (circa 200 mm in un solo giorno, considerando che la piovosità media annua della zona è di circa 500-550 mm annui), hanno determinato alluvioni e smottamenti, causando ingenti danni a strutture ed infrastrutture. La mancata protezione che di solito è esercitata dalla copertura forestale, ha inevitabilmente comportato il dilavamento, oltre che dello strato pedologico, anche del seme caduto dopo l’incendio, e che rappresentava la principale speranza per una efficace e naturale ricostituzione del soprassuolo arboreo. A distanza di circa 9-10 mesi dall’incendio, problemi di incolumità pubblica hanno reso necessaria l’emanazione di una Ordinanza del Sindaco, che prescriveva “…interventi urgenti per la messa in sicurezza delle aree in cui, la caduta per sradicamenti e stroncamenti di piante bruciate e morte in piedi, rappresenta un grave rischio per la popolazione”. Tali aree erano rappresentate, in primo luogo, dalle fasce a margine della S.P. 52, delle zone prossime al centro abitato, nonché delle zone di proprietà privata adibite a scopi turistici. Quanto sopra ha determinato l’esistenza di 2 differenti situazioni: 1 – aree in cui è stato effettuato, nel maggio-giugno 2008, il taglio raso delle piante morte in piedi, in seguito all’Ordinanza del Sindaco; 2 – aree in cui non è stato eseguito alcun intervento, ai sensi dell’art. 10 della Legge n. 353 del 21/11/2000. Durante alcuni sopralluoghi effettuati a distanza di un anno dall’incendio (fine estate 2008) è stato possibile osservare che le aree diversamente trattate presentavano differenti gradi di rinnovazione, costituita nella generalità dei casi da semenzali di pochi mesi. Ad un primo esame è stato notato che il numero di semenzali presenti nelle aree tagliate a raso era superiore al numero di semenzali presenti nelle zone in cui non è stato eseguito nessun intervento. Con le successive indagini questo tema è stato approfondito attraverso rilievi comparativi tra le differenti situazioni venutesi a creare. Ai fini del presente lavoro sono state effettuate considerazioni in merito: – alle differenze di rinnovazione naturale post-incendio in aree sottoposte a differente gestione (rilascio di piante morte in piedi o rimozione delle stesse in tempi rapidi); – alla caratterizzare della situazione post incendio a distanza di circa tre anni dall’evento, al fine di valutare le opzioni colturali possibili per ridurre la vulnerabilità del futuro soprassuolo nei riguardi del fuoco, a studiare l’andamento della rinnovazione naturale, a verificare il rischio che l’incendio si potesse ripetere nel breve periodo, a stabilire le caratteristiche e gli aspetti pirologici. Ulteriori considerazioni hanno infine riguardato l’effetto della presenza o meno del pascolo nella fase post-incendio.

Parole chiave: P. Halepensis Mill., Incendi Boschivi, Rinnovazione Post-incendio, Interventi Di Bonifica

Citazione: Capponi C , La Marca O , Tomaiuolo M (2011). Indagini sulla rinnovazione post-incendio in alcune pinete naturali a P. halepensis Mill. del Gargano . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.5.8