c8.4.4 – Indagine conoscitiva sulla produzione di biomassa legnosa in boschi di querce caducifoglie: un caso di studio in Provincia di Siena

Ammannati L (1), Bianchi L (1), Bottai L (2), Giannini R (1), Proietti AM (1), Travaglini D* (1)

(1) Dipartimento di Economia, Ingegneria, Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali, Università degli Studi di Firenze, Firenze; (2) Consorzio LaMMA, Sesto Fiorentino (FI)
Collocazione: c8.4.4 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Pianificazione e Produttività Forestale” *

Contatto: Davide Travaglini (davide.travaglini@unifi.it)

Abstract: Da alcuni anni sono sempre più diffusi gli studi finalizzati a valutare le quantità di combustibile ligno-cellulosico ottenibile dalle utilizzazioni forestali e dal recupero di residui agricoli. In effetti la biomassa legnosa è stata sempre, ed in parte lo è ancora oggi, fonte primaria nella produzione di energia. In questo lavoro è stata effettuata la stima della produzione di biomassa legnosa dei boschi di querce caducifoglie su un’area significativa della Provincia di Siena. È stata distinta la produzione di legna da ardere dai residui delle utilizzazioni forestali ipotizzando diversi scenari gestionali. Sono stati utilizzati a questo scopo dati inventariali e metodi di analisi di immagini telerilevate. La distribuzione dei querceti a foglia caduca (cerrete e boschi di roverella) è stata ottenuta per fotointerpretazione di immagini aeree. La superficie forestale è stata divisa in unità di riferimento con tecniche di segmentazione applicate ad immagini satellitari multispettrali. Le unità di riferimento sono state incrociate con i dati dell’Inventario forestale regionale e sono state classificate in tipologie colturali secondo la Legge forestale della Toscana: ceduo matricinato, ceduo composto, fustaia transitoria. È stato selezionato un campione di aree di saggio a terra con metodo sistematico non allineato e in ciascuna area è stata stimata l’età e la provvigione legnosa. Sulla base dei dati rilevati nelle aree di saggio è stata individuata la relazione tra età e provvigione ed è stato calcolato l’incremento medio annuo delle tipologie colturali. La provvigione reale nelle unità di riferimento è stata stimata con metodo non parametrico k-Nearest Neighbours combinando i dati inventariali con i dati satellitari. Inoltre è stata calcolata la densità della rete viaria nell’area esaminata. La distribuzione spaziale delle utilizzazioni forestali è stata simulata a scala comunale con metodo planimetrico particellare sulla base della compartimentazione forestale. La distribuzione temporale delle utilizzazioni è stata simulata sulla base dell’età dei soprassuoli forestali stimata in funzione della relazione tra età e provvigione individuata sulle aree di saggio. La provvigione legnosa all’anno del taglio è stata calcolata sommando alla provvigione reale l’incremento medio stimato sulle aree di saggio. Sono stati esaminati due scenari di gestione forestale con riferimento ad un periodo temporale di 20 anni. Nel primo scenario (scenario A) si è ipotizzata una gestione forestale orientata prioritariamente alla produzione legnosa e sono stati adottati i modelli colturali oggi diffusi, ceduo matricinato, ceduo composto e fustaia, indipendentemente dal regime di tutela presente sul territorio. Viceversa, nel secondo scenario (scenario B), si è fatto riferimento ad una gestione forestale più cauta e conservativa, in particolare si è tenuto conto dell’importanza di lasciare in foresta parte dei residui delle utilizzazioni forestali e sono stati applicati indirizzi gestionali differenti in relazione alla presenza di aree protette. Indipendentemente dallo scenario gestionale ipotizzato, è stato fatto riferimento del Regolamento Forestale della Regione Toscana per gli aspetti inerenti la dimensione delle tagliate e il taglio dei boschi cedui di età superiore al turno consuetudinario di utilizzazione. Lo studio ha evidenziato in primo luogo una discreta produttività dei querceti a foglia caduca presenti nella Provincia di Siena. Si sono riscontrati incrementi medi annui compresi tra 3,3 e 7,0 metri cubi ad ettaro. Le cerrete risultano generalmente più produttive dei soprassuoli dominati dalla roverella di circa il 30%. Secondo gli scenari gestionali prefigurati la disponibilità di biomassa si riduce del 30% nel caso dello scenario B rispetto allo scenario A: in particolare, la disponibilità di legna da ardere si riduce di circa il 15% e la disponibilità dei residui forestali si riduce di circa l’80%.

Parole chiave: Pianificazione Forestale, Biomasse Forestali, Telerilevamento, Modellistica

Citazione: Ammannati L , Bianchi L , Bottai L , Giannini R , Proietti AM , Travaglini D (2011). Indagine conoscitiva sulla produzione di biomassa legnosa in boschi di querce caducifoglie: un caso di studio in Provincia di Siena . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.4.4