c8.3.9 – Impatto dei cambiamenti climatici sulla distribuzione di Rosalia alpina in Italia: un approccio modellistico

Bosso L* (1), Rebelo H (2), Garonna AP (3), Russo D (4)

(1) Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia Vegetale, Università degli Studi di Napoli Federico II, Via Università 100, 80055 Portici, Italia. E-mail: luciano.bosso@unina.it; (2) School of Biological Sciences, University of Bristol, Woodland Road, Bristol, BS8 1UG; (3) Dipartimento di Entomologia e Zoologia Agraria “Filippo Silvestri”, Università degli Studi di Napoli Federico II, Via Università 100, 80055 Portici, Italia; (4) Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia Vegetale, Università degli Studi di Napoli Federico II, Via Università 100, 80055 Portici, Italia
Collocazione: c8.3.9 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Clima e Foreste: quali scenari di impatto, mitigazione e adattamento?” *

Contatto: Luciano Bosso (luciano.bosso@unina.it)

Abstract: Gli effetti del cambiamento climatico sulla biodiversità del nostro pianeta, sono già visibili. Come è stato ripetutamente dimostrato dalla comunità scientifica, gran parte del riscaldamento osservato negli ultimi 50 anni è imputabile all’aumento delle emissioni di gas serra, derivanti in larga misura dalle attività umane, un aspetto assolutamente inedito nella storia del nostro pianeta. Gli effetti dei cambiamenti climatici, che già oggi sono considerati una seria minaccia alla biodiversità, determineranno nel giro di non più di mezzo secolo, l’estinzione di numerose specie da ampi territori. In base a risultati conseguiti dall’applicazione di modelli di distribuzione di specie animali e vegetali, è stato evidenziato che circa il 20-30% di queste è potenzialmente a rischio di estinzione in parte dei loro areali, a seguito di incrementi medi di temperatura pari a 1,5-2,5°C. Rosalia alpina, coleottero Cerambicidae saprossilico classificato quale “vulnerabile” dall’IUCN e specie prioritaria in direttiva Habitat 92/43/CEE è attualmente minacciato soprattutto dalla gestione forestale intensiva e la conseguente riduzione di necromassa forestale. Siccome i cambiamenti climatici possono influenzare in modo critico la distribuzione e la tipologia degli habitat forestali, in questo lavoro ci siamo posti l’obiettivo di formulare previsioni sul destino delle popolazioni dell’Europa centro-occidentale in uno scenario di global warming. Abbiamo sviluppato modelli di massima entropia generati con MaxEnt impiegando dati di presenza successivi al 1980 e variabili ambientali come temperatura e precipitazioni medie mensili per simulare il cambiamento della distribuzione di R. alpina negli anni 2020 e 2050 sulla base di due scenari climatici (A2a e B2a) proposti dall’IPCC. I modelli hanno dimostrato performance predittive elevate (AUC=0.98) e sono stati validati ricorrendo a un subset dati (pari al 20% del dataset originario) impiegato per produrre modelli e AUC di confronto. Lo scenario A2a corrisponde a una perdita di habitat ad elevata idoneità di circa il 12% entro il 2020 e del 15% entro il 2050 interessando soprattutto la zona nord-est dell’Italia. Lo scenario B2a, invece, dopo una leggera transitoria riduzione di habitat entro il 2020 pari a circa il 5%, un comporta un incremento di circa il 15% dell’habitat ad elevata idoneità ambientale nel settore settentrionale dell’area di studio. Essendo lo scenario più preoccupante anche quello più verosimile viste le correnti politiche di contenimento dell’effetto serra, il nostro studio dimostra come il cambiamento climatico costituisca una minaccia aggiuntiva e non trascurabile alla già precaria condizione di questo cerambicidae.

Parole chiave: Necromassa, Biodiversità, Coleotteri Saprossilici, Maxent

Citazione: Bosso L , Rebelo H , Garonna AP , Russo D (2011). Impatto dei cambiamenti climatici sulla distribuzione di Rosalia alpina in Italia: un approccio modellistico . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.3.9