c8.2.3 – Monitorare il paesaggio rurale. Sintesi delle trasformazioni osservate in Toscana negli ultimi due secoli.

Santoro A*

DAFNE, Università della Tuscia, Viterbo
Collocazione: c8.2.3 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Gestione e Conservazione del Paesaggio rurale” *

Contatto: Antonio Santoro (antonio.santoro@unifi.it)

Abstract: Antonio Santoro DAFNE, Università della Tuscia, Viterbo. La realizzazione di una rete permanente di monitoraggio del paesaggio toscano, che ad oggi comprende 12 aree di studio dislocate in tutta la regione, nasce in conseguenza degli indirizzi della European Landscape Convention che invita a seguire le trasformazioni del paesaggio, individuando gli agenti modificatori, e sulla necessità da parte delle regioni di istituire degli osservatori del paesaggio per la realizzazione dei Piani Paesistici, previsti dal Codice dei Beni Culturali. Il presente lavoro analizza le trasformazioni avvenute in 9 aree di studio del sistema di monitoraggio messo a punto con un progetto finanziato dalla Regione Toscana, con un metodo di analisi multitemporale che considera un periodo di circa due secoli, attraverso aree di studio dislocate in vari ambiti regionali in considerazione delle diverse condizioni geografiche e socioeconomiche. Se a scala regionale circa la metà del territorio non presenta trasformazioni relativamente alle principali categorie di uso del suolo (boschi, coltivi e pascoli), sebbene queste si siano modificate internamente, la dinamica più diffusa risulta essere in tutte le fasce altimetriche analizzate l’aumento delle aree boscate. Questo fenomeno si verifica con intensità maggiore nelle zone di montagna, le prime che si sono spopolate, anche se il processo appare iniziarsi già prima della seconda guerra mondiale. Nelle zone di pianura e di collina, invece, dove i pascoli ed i lavorativi tradizionali sono stati progressivamente trasformati in monocolture, soprattutto di olivo e di vite, l’aumento delle aree forestali risulta più contenuto, anche se molto significativo. Sebbene gran parte dei processi di forestazione siano causati dall’abbandono, un certa quota di tale fenomeno è dovuta ai rimboschimenti che hanno modificato sia le aree montane che quelle costiere, con effetti diversi dal punto di vista paesaggistico, in relazione alle specie utilizzate ed al contesto locale. I cambiamenti del paesaggio non avvengono solo tramite l’espansione o la riduzione dell’estensione degli usi del suolo, ma anche attraverso una modificazione della struttura del mosaico paesaggistico, che ha portato ad una semplificazione del paesaggio ed alla diminuzione della biodiversità, dovuta alla minor varietà di usi del suolo e di ambienti, pari a circa il 45%. Un fenomeno del tutto ignorato dagli studi sulla biodiversità a livello regionale. La riduzione del numero di usi del suolo è fortemente legata al problema dell’abbandono delle attività tradizionali, non solo in campo agricolo e pastorale, ma anche in quello forestale. Se la superficie dei boschi tende ad aumentare, sono in forte diminuzione tutte le tipologie legate alle attività tradizionali condotte in bosco, di elevata importanza culturale e paesaggistica, come per i castagneti da frutto (complessivamente diminuiti dell’86%) e per il bosco pascolato. Anche le pinete litoranee, ormai considerate parte del paesaggio storico toscano, si trovano in una fase di transizione, in quanto il sottobosco è formato da latifoglie mediterranee che prendono progressivamente il sopravvento sui pini domestici. Lo studio ha permesso inoltre di individuare le principali dinamiche degli usi del suolo, spesso in stretta relazione ai fenomeni di dissesto idrogeologico, oltre a mettere in evidenza l’integrità e le maggiori criticità legate a strutture paesaggistiche in via di scomparsa, che rappresentano spesso la vera emergenza, specialmente nelle aree protette, dato in stretta relazione con quanto osservato a livello nazionale dal catalogo nazionale del paesaggio rurale storico. Le tendenze evidenziate nello studio non si sono ancora arrestate, ed i processi di abbandono sono in continuo aumento ponendo il problema di come il paesaggio e la biodiversità ad esso associata non siano oggetto di interventi gestionali volti a recuperare o salvaguardare la complessità del mosaico paesaggistico, nonostante le indicazioni del Piano Strategico Nazionale di Sviluppo Rurale.

Parole chiave: Paesaggio Rurale, Monitoraggio, Trasformazioni del Paesaggio, Toscana

Citazione: Santoro A (2011). Monitorare il paesaggio rurale. Sintesi delle trasformazioni osservate in Toscana negli ultimi due secoli. . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.2.3