c8.2.1 – L’Indagine per la costituzione del registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico

Agnoletti M*

DEISTAF, Univ. Firenze, Laboratorio per il paesaggio ed i beni culturali, Firenze
Collocazione: c8.2.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Gestione e Conservazione del Paesaggio rurale” *

Contatto: Mauro Agnoletti (mauro.agnoletti@unifi.it)

Abstract: L’indagine per la realizzazione del registro nazionale dei paesaggi rurali storici, prende le mosse dagli indirizzi del PSR 2007-2013, volti a valorizzare il paesaggio dal punto di vista economico, ambientale e per la qualità della vita. I primi 126 esempi del patrimonio paesaggistico, raccolti nel volume “Paesaggi Rurali Storici” che presenta i risultati della ricerca, sono stati selezionati da 80 studiosi provenienti da 14 università italiane e da alcuni ricercatori indipendenti di diversa formazione disciplinare. Ciò ha permesso di impostare una configurazione metodologica multidisciplinare in merito all’identificazione e classificazione dei paesaggi di interesse storico, in vista della possibilità di costruire un vero e proprio inventario del paesaggio rurale italiano, obiettivo oggi molto sentito sia a livello scientifico che nell’ambito delle politiche agricole. L’indagine si è avvalsa della collaborazione degli Assessorati dei settori agricoltura, urbanistica e cultura delle Regioni italiane, della presidenza delle Province autonome e delle Soprintendenze per i Beni Architettonici e per il Paesaggio. Per la validazione del lavoro è stato istituito un Comitato internazionale di esperti, e alcune istituzioni internazionali. Fra queste si segnalano il Comitato per i Beni Culturali ed il Paesaggio del Consiglio D’Europa, la Società Europea di Storia Ambientale (ESEH) e l’Unione Mondiale degli Istituti di Ricerca Forestale (IUFRO). Tra gli obiettivi principali del registro il più immediato era legato alla necessità di un censimento che, sebbene sommario ed esemplificativo, potesse fornire alle istituzioni criteri per la mappatura del paesaggio rurale italiano nelle sue articolazioni più significative. Il lavoro assume un ruolo attivo di difesa e valorizzazione, mentre la realizzazione del volume ha consentito di creare uno strumento di facile accesso, permettendo da un lato una fruizione consapevole dei cittadini e delle amministrazioni pubbliche, contribuendo a costruire una coscienza comune riguardo a fenomeni quali il degrado del paesaggio e l’abbandono. Questo era molto importante in relazione alla scarsa efficacia delle iniziative proposte per il paesaggio nei PSR regionali, che sovrappongono la conservazione della natura con quella del paesaggio e una scarsa conoscenza delle caratteristiche del paesaggio italiano. Il numero delle aree scelte per ogni Regione varia da un minimo di 4 ad un massimo di 8. I criteri di selezione sono basati sulla significatività, legata alla persistenza storica, sull’ integrità e vulnerabilità. Per la scala spaziale sono state rilevate aree tra i 500 ed i 2000 ha per avere una dimensione sufficientemente ampia da includere unità gestionali come la tipica azienda mezzadrile o il latifondo e in grado di tenere conto delle relazioni spaziali fra gli usi del suolo. Riguardo la scala temporale non vi erano indicazioni circa il periodo storico da analizzare. Sono stati individuati paesaggi risalenti a epoche storiche comprese fra il periodo preromano e il XX secolo, con un maggior numero di esempi per il periodo medievale a conferma del ruolo giocato da questo periodo storico per il paesaggio italiano. L’analisi dell’integrità mostra come oltre alle dinamiche socioeconomiche, sono importanti i fattori legati alle caratteristiche ambientali, quali la collocazione in collina, in montagna ed in pianura. La prima è quella che presenta la maggiore quota di paesaggi integri, mentre la pianura e la montagna quote sensibilmente inferiori. Il fenomeno è dovuto alla meccanizzazione spinta avvenuta in pianura e all’abbandono che ha caratterizzato la montagna. Per quanto riguarda la vulnerabilità la ricerca mostra che le principali minacce non sono dovute tanto all’ urbanizzazione ma all’abbandono seguito dalla forestazione. Tali fenomeni avvengono principalmente all’interno delle aree protette e in quelle soggette a vincolo paesaggistico, in cui ricadono il 60% dei paesaggi rilevati. La ricerca dimostra come sia necessaria una revisione degli strumenti per la conservazione e pianificazione del patrimonio paesaggistico italiano. Per i paesaggi a carattere forestale, essi riguardano circa il 12% del totale come paesaggi interamente boscati; invece essi rientrano come componente dei paesaggi policolturali per il 32%, i boschi sono quindi presenti nel 44% delle aree scelte. Sono inclusi fra i paesaggi forestali aree che hanno conservato forme di gestione e tipologie forestali storiche legate alla attività forestali, pastorali ed agricole. Anche in questo caso le maggiori minacce sono presentate dalle dinamiche legate alla sospensione delle pratiche tradizionali e agli indirizzi gestionali che in molti casi promuovono processi di trasformazione che degradano i valori associati al significato storico.

Parole chiave: Paesaggio Rurale, Conservazione, Inventariazione, Storia

Citazione: Agnoletti M (2011). L’Indagine per la costituzione del registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.2.1