c8.12.6 – Cambiamenti strutturali ed ecologici in cedui di leccio in Sardegna a 25 anni dal taglio di avviamento ad altofusto

Manetti MC, Cutini A, Casula A, Giannini T

Collocazione: c8.12.6 – Tipo Comunicazione: Poster
8° Congresso SISEF *
Sessione 12: “Poster” *

Contatto: Tessa Giannini (tessagi@tin.it)

Abstract: La regione Sardegna possiede una superficie forestale di 1213250 ha il cui 20% è rappresentato da soprassuoli a prevalenza di leccio; nel loro complesso le leccete sarde costituiscono il 40 % di quelle italiane e derivano in gran parte da cedui invecchiati, molti dei quali successivamente avviati all’altofusto. Queste formazioni, importanti anche sotto il profilo paesaggistico e turistico-ricreativo, sono di notevole interesse sia per la rilevante estensione, sia per il valore ambientale che rivestono, in quanto cenosi molto simili a quelle originarie, quali il bosco a dominanza di Quercus ilex L. con struttura di altofusto. Tale ricerca intende offrire elementi utili per la salvaguardia e la gestione di questi ecosistemi, analizzando nell’arco di 15 anni le dinamiche strutturali e della copertura forestale in una foresta mesofila di leccio avviata ad altofusto nel 1985. L’area di studio è posta in località Acqueddas ed è inserita nel complesso della Foresta dei Settefratelli (CA) nella Sardegna sud-orientale. Nel 1994 furono realizzate, in un ceduo matricinato di circa 55 anni, due aree di saggio permanenti di 2500 m2 differenti per fertilità, struttura e densità (area 1 e 2). Il protocollo sperimentale ha previsto il monitoraggio delle principali variabili dendrometriche e la stima di alcuni parametri ecologici (LAI e trasmittanza), mentre lo studio della struttura è stato eseguito in due transetti (750 m2) realizzati in entrambe le aree di saggio. I risultati hanno messo in evidenza, a 9 anni di distanza dal diradamento in entrambe le aree, una struttura semplificata, una scarsa diversità specifica, una ridotta copertura, valori di LAI bassi e di trasmittanza piuttosto elevati. Questi caratteri risultano più accentuati nell’area 2, meno fertile e dotata di una copertura contraddistinta da vuoti consistenti. I valori degli indici di diversità strutturale evidenziano popolamenti tendenzialmente monoplani ed una modalità di aggregazione sul piano orizzontale regolare nell’area 1 ed a gruppi nella 2. I dati del 2010 rivelano un aumento consistente del numero di piante ad ettaro in ambedue le aree, ma particolarmente evidente nell’area 2 dove il corbezzolo è andato a riempire i vuoti nella copertura; l’abbondanza di leccio è rimasta immutata. Ciò ha determinato un rafforzamento della struttura a gruppi, particolarmente accentuato nell’area 2, mentre non ha influenzato né la diversità sul piano verticale né la diversità specifica. I parametri ecologici studiati mettono in risalto valori di LAI più che raddoppiati rispetto al 1994, con un aumento maggiore nell’area 2, e conseguentemente dati di trasmittanza ridotti. Nel complesso i dati evidenziano la reazione positiva del popolamento al taglio di avviamento in termini di accrescimento e di recupero della copertura in entrambe le aree, anche se l’eccessiva riduzione della densità nell’area 2 non ha permesso la completa ricostruzione della copertura da un punto di vista qualitativo.

Parole chiave: Leccio, Struttura, Copertura, Taglio Di Avviamento, Monitoraggio

Citazione: Manetti MC, Cutini A, Casula A, Giannini T (2011). Cambiamenti strutturali ed ecologici in cedui di leccio in Sardegna a 25 anni dal taglio di avviamento ad altofusto . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.12.6