c8.1.5 – Effetti dei rimboschimenti sui deflussi in un bacino di medie dimensioni

D’Ippolito A (1), Ferrari E* (1), Iovino F (1), Nicolaci A (1), Veltri A (2)

(1) Dipartimento di Difesa del Suolo “V. Marone”, Università della Calabria, Campus di Arcavacata, Rende (CS); (2) CNR – Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (ISAFOM), Rende (CS)
Collocazione: c8.1.5 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Alberature, Foreste e Protezione del Territorio (in collaborazione con SIA e SIPe)” *

Contatto: Francesco Iovino (francesco.iovino@unical.it)

Abstract: I rimboschimenti costituiscono da sempre uno strumento sinergico e di completamento delle opere di natura idraulica nell’ambito della sistemazione dei bacini montani. Questi interventi di natura estensiva riducono il trasporto solido ed hanno una positiva influenza anche sulla riduzione delle frane superficiali. Tuttavia la loro influenza sul regime idraulico è oggetto di discussione come risulta da numerose indagini svolte, soprattutto, negli Stati Uniti ed in Australia. La gran parte di studi presenti in letteratura ha preso in esame bacini molto piccoli, dell’ordine di 2 km2, ed ha analizzato gli effetti sui deflussi totali annui, sui picchi e sui volumi di piena nonchè sulle portate di magra (Andréassian, 2004). In particolare, la metodologia più diffusa riscontrata è quella che analizza il comportamento di coppie di bacini, con caratteristiche simili per dimensioni, morfologia, geopedologia, clima e uso del suolo. Dopo il periodo di calibrazione, periodo temporale di osservazione dei due bacini, i casi riportati in letteratura evidenziano che la variazione indotta nell’uso del suolo nel bacino definito “trattato” rappresenta la causa dell’ipotizzato cambiamento idrologico. La Calabria è una regione nella quale, dopo le alluvioni dei primi anni cinquanta, le aree montane e in parte quelle collinari di diversi bacini idrografici sono state interessate da rimboschimenti. Il bacino del Coscile è stato oggetto di un vasto intervento di rimboschimento, analizzato per valutare il suo effetto sui deflussi. La metodologia utilizzata, parzialmente assimilabile a quella riportata in letteratura, mette a confronto il comportamento idrologico del Coscile, bacino “trattato” (300 km2), con l’Esaro, bacino “testimone” ad esso adiacente (500 km2), con caratteristiche fisiche simili e che non ha subito modifiche nelle forme di uso del suolo. La caratterizzazione della copertura forestale e delle variazioni temporali delle diverse forme di uso del suolo per i due bacini è stata eseguita attraverso l’analisi della cartografia forestale riferita al 1935, della cartografia di uso del suolo redatta dalla Cassa per il Mezzogiorno (1968) e delle informazioni ricavate dal Corine Land Cover IV livello tematico (2000). Nel bacino dell’Esaro le diverse forme di uso del suolo, e in particolare quella forestale, non sono sostanzialmente cambiate in termini di superfici; mentre nel Coscile, invece, si è riscontrato un significativo incremento della superficie forestale, dovuto ai rimboschimenti (22% della superficie forestale), realizzati nelle aree che, a partire dall’inizio del secolo scorso e fino agli inizi degli anni cinquanta, erano state denudate per destinarle a pascolo o ad altre forme di agricoltura. Si è fatto riferimento ai dati di precipitazione e di portate pubblicate sul sito del Centro Funzionale Multirischi della Regione Calabria e sulle pubblicazioni dell’ex Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) per effettuare l’analisi idrologica. In particolare, per la stazione idrometrica del Coscile, è stato possibile utilizzare i dati relativi ai periodi 1928-40 e 1960-81, mentre per quella dell’Esaro i periodi 1928-40 e 1960-69. Per le precipitazioni relative al bacino del Coscile sono stati utilizzati i dati relativi alle stazioni di Morano, Castrovillari, Firmo e Campotenese che hanno consentito di ricostruire in maniera abbastanza attendibile gli afflussi sul bacino per il periodo 70-81, mentre gli afflussi relativi ai periodi precedenti nonché al bacino dell’Esaro sono stati ricavati direttamente dalla pubblicazione 17 dell’SIMN. L’estensione superficiale dei bacini ha suggerito di utilizzare i coefficienti di deflusso, il cui confronto per i periodi 1928-40 e 1960-69, ha permesso di rilevare differenti comportamenti: Infatti mentre il coefficiente di deflusso è rimasto inalterato per il bacino dell’Esaro (pari a circa 0.46), nel bacino del Coscile è passato da 0.56 a 0.48. Dal momento che per il Coscile si ha a disposizione una serie più lunga di dati idrometrici si è anche analizzato il coefficiente di deflusso relativo al periodo ’71-’81, che conferma il dato del periodo precedente. Inoltre, l’analisi della distribuzione dei deflussi mensili effettuata per l’Esaro con riferimento ai valori medi calcolati per i periodi ’28-’40 e ’60-’69 ha mostrato valori pressoché uguali; viceversa quella effettuata per il Coscile per gli stessi periodi ha evidenziato valori abbastanza diversi: in particolare per il periodo ’60-’69 si ha, rispetto ai valori medi nel periodo’28-’40, un aumento dei deflussi durante i mesi invernali ed una riduzione durante i mesi estivi. Questo comportamento è anche confermato dall’analisi delle curve di durata relative ai due periodi. L’analisi condotta conferma come i rimboschimenti determinino complessivamente una riduzione del coefficiente di deflusso.

Parole chiave: Rimboschimenti, Deflussi, Variazioni d’uso del suolo, Effetti sull’idrologia

Citazione: D’Ippolito A , Ferrari E , Iovino F , Nicolaci A , Veltri A (2011). Effetti dei rimboschimenti sui deflussi in un bacino di medie dimensioni . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.1.5