c8.0.1 – Foreste e accordi globali sul clima: quali regole per il post-Kyoto?

Giacomo Grassi

European Commission – Joint Research Centre, Ispra (VA), Italy
Collocazione: c8.0.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
8° Congresso SISEF *
Sessione Plenaria *

Contatto: Giacomo Grassi (giacomo.grassi@jrc.ec.europa.eu)

Abstract: Le foreste hanno sempre svolto un ruolo importante e controverso nei negoziati sui cambiamenti climatici. Esse rappresentano, allo stesso tempo, parte della causa e parte della soluzione: da un lato la deforestazione tropicale e’ causa di circa il 15% delle emissioni antropiche; dall’altro, le foreste globalmente assorbono circa il 30% delle stesse emissioni. Le opzioni per mitigare i cambiamenti climatici attraverso le foreste sono essenzialemente tre: a) aumento dell’assorbimento di carbonio, detto “sink” (attraverso l’espansione forestale e/o l’aumento della biomassa nelle foreste esistenti); b) riduzione delle emissioni (conservazione delle foreste esistenti); c) utilizzo del legno per produrre energia o sostituire altri materiali. Il Protocollo di Kyoto (2008-2012), attraverso il settore “LULUCF” (Land Use, Land Use Change and Forestry), permette ai soli paesi industrializzati di utilizzare parte del sink forestale per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Tuttavia, le regole per contabillizare questo sink sono complesse e poco efficaci, cioe’ non rappresentano un reale incentivo ad orientare la gestione forestale verso possibili azioni di mitigazione. Nell’ambito delle negoziazioni in corso per un accordo globale post-Kyoto, le foreste stanno ricevendo una grande attenzione. Da un lato, per i paesi industrializzati, si è riaccesso un intenso dibattito su quale sia il miglior modo per contabilizzare il sink forestale. Dall’altro, per il paesi in via di sviluppo, si è aperta la grande opportunità del “REDD” (Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation), che consentirà di ricevere incentivi economici in cambio di comprovate riduzioni di emissioni. Durante la presentazione saranno analizzate le numerose problematiche relative all’inclusione delle foreste in un accordo sul clima, legate alla complessità delle variabili in gioco e alle incertezze sulle stime del sink. Particolare attenzione sarà dedicata alle regole attualmente in discussione per i paesi industrializzati, ed in particolare alla possibilità di contabilizzare il sink futuro (2013-2020) rispetto ad un livello di riferimento (“reference level”) stabilito a priori. Per l’Unione Europea, tale livello è stato ottenuto da modelli che, partendo dalla situazione forestale attuale (in termini di estensione, struttura di età, gestione) e da assunzioni sull’intensita’ della gestione futura, hanno stimato il sink atteso.

Citazione: Giacomo Grassi (2011). Foreste e accordi globali sul clima: quali regole per il post-Kyoto? . 8° Congresso Nazionale SISEF, Rende (CS), 04 – 07 Ott 2011, Contributo no. #c8.0.1