c7.7.54 – Inquadramento del fenomeno del deperimento nei querco-carpineti planiziali del Piemonte e sperimentazione di strategie di mitigazione

Lione G (1), Gonthier P (1), Nicolotti G (1), Ebone A (2), Giannetti F (2), Terzuolo GP (2)

(1) Università di Torino – Patologia Vegetale Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali, Grugliasco (TO); (2) IPLA S.p.A., Torino
Collocazione: c7.7.54 – Tipo Comunicazione: Poster
7° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: Andrea Ebone (ebone@ipla.org)

Abstract: In considerazione del valore dei querco-carpineti, la Regione Piemonte nel 2007 ha finanziato una ricerca della durata di tre anni per indagare il fenomeno del deperimento e definire delle strategie di intervento per il suo contenimento o per una mitigazione degli effetti. Gli ambiti di ricerca riguardano: 1. valutazione della diffusione e gravità del deperimento a scala regionale attraverso il monitoraggio di 9 siti rappresentativi; 2. valutazione dell’efficacia di interventi selvicolturali volti a regolare i rapporti di concorrenza tra i soggetti; 3. studio degli effetti del deficit idrico sui popolamenti forestali utilizzando come area di controllo una parcella irrigata; a tal fine è stato realizzato un impianto d’irrigazione su un’area di circa 5000 m2 con possibilità di irrigare quando si presentano periodi di deficit idrico; 4. studio dei fattori che possono influenzare la capacità di rinnovazione naturale della farnia, in particolare la disponibilità di luce, essendo una specie assai esigente nei primi stadi di sviluppo; 5. valutazioni sullo stato fitosanitario della rinnovazione di farnia, vulnerabile agli attacchi di mal bianco (Microsphaera alphitoides); vengono testati interventi di lotta chimica con prodotti tradizionali (zolfo) e con prodotti a basso impatto ambientale (diidrogenofosfato di potassio) su parcelle campione di rinnovazione naturale e artificiale; 6. indagini preliminari sulle possibilità di utilizzare il telerilevamento per monitorare il fenomeno del deperimento a livello di complesso boscato e su più vasta scala; I primi risultati riguardano il monitoraggio sullo stato complessivo dei querco-carpineti: i siti, ricadenti nell’ambito di Aree protette regionali e siti della Rete Natura 2000, sono i seguenti: La Mandria, Racconigi, Stupinigi, Baraggia di Candelo, Bosco della Partecipanza di Trino, Lame del Sesia, Boschi di Staffarda, Bosco Solivo, Valle del Ticino. Per ciascuna area sono stati selezionati gruppi di 100 piante di querce e altrettante di carpini di cui è stato valutato il livello di defogliazione delle chiome e la quantità di rami secchi mediante l’analisi dei sintomi visibili, in quanto indicatori di sintesi del grado di stress subito dalla pianta. Dai primi risultati è emerso come in Piemonte globalmente il deperimento interessi in misura nettamente maggiore la farnia rispetto al carpino. Infatti la prima ha evidenziato percentuali medie del 55% di defogliazione e del 10% di mortalità, mentre il secondo si è attestato su valori molto contenuti, rispettivamente del 34% e 1%. Il maggiore deperimento della farnia, specie esigente nei riguardi di luce ed acqua, è con tutta probabilità da imputare al cambiamento climatico che ha comportato nelle nostre aree una diversa distribuzione stagionale delle piogge ed un aumento delle temperature.

Citazione: Lione G , Gonthier P , Nicolotti G , Ebone A , Giannetti F , Terzuolo GP (2009). Inquadramento del fenomeno del deperimento nei querco-carpineti planiziali del Piemonte e sperimentazione di strategie di mitigazione . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.7.54