c7.7.39 – Struttura e dinamismi spazio-temporali in cedui di faggio del limite superiore del bosco nell’Appennino centrale

Urbinati C, Renzaglia F, Allegrezza M

Dip.to Scienze Ambientali e Produzioni Vegetali, Università Politecnica delle Marche, 60131 Ancona
Collocazione: c7.7.39 – Tipo Comunicazione: Poster
7° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: Carlo Urbinati (c.urbinati@univpm.it)

Abstract: Sono diffusamente condivisi i concetti che i boschi abbandonati all’evoluzione naturale non sono in grado di assicurare, sempre e comunque, le diverse funzioni che ad essi vengono richieste e che queste possono essere garantite solo con una corretta gestione selvicolturale. Questo vale anche per le cenosi del limite superiore dell’Appennino centrale, fortemente alterate da ripetuti disturbi pregressi (pascolo e ceduazioni) ed ora in gran parte abbandonate alla libera evoluzione. In questa ricerca svolta nell’ambito del PRIN “Limitazioni ambientali e fisiologiche dell’accrescimento degli alberi al limite superiore del bosco nelle Alpi e negli Appennini”, sono stati analizzati l’assetto vegetazionale e strutturale (spaziale e cronologico) e la potenzialità dinamica di una faggeta al limite superiore del bosco (1700-1800 m slm) nei Monti della Laga (AP) all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso. Uno studio geobotanico eseguito mediante 75 rilievi fitosociologici sulla vegetazione forestale e metaforestale presente ha consentito sia l’analisi del paesaggio vegetale sia la definizione di indicatori delle faggete di limite In due aree permanenti (di 1,6 e 0,7 ha) sono state eseguite mappatura e censimento di tutti gli individui arborei (ceppaie e matricine) e della necromassa presente. Di ogni ceppaia sono stati rilevati: specie, numero e rispettivo diametro a 1.30 m dei polloni (vivi e morti) presenti, altezza totale del pollone centroide e/o dominante, altezza d’inserzione delle chiome rilevata a monte e a valle lungo la linea di massima pendenza; proiezione lineare delle chiome secondo le quattro direzioni ortogonali, eventuale inclinazione dei fusti della ceppaia. All’interno di sub-aree di 2000 m2 è stata censita la presenza della rinnovazione gamica in base alle loro dimensioni in rinnovazione (h > 10 cm e diametro a 50 cm < 4 cm) e semenzali (h < 10 cm). Sono state prelevate globalmente oltre 600 carote legnose da altrettanti polloni per procedere all’analisi dendrocronologica e dendroclimatica. Si è proceduto alla rappresentazione tridimensionale delle cenosi censite (mediante i software SVS e En-Vision), all’analisi della distribuzione spaziale delle ceppaie con metodi geo-statistici (K di Ripley, Indice di Moran, Local Getis) e ad una preliminare analisi dendroecologica per definire l’assetto cronologico. La peculiarità dello studio sta nell’impiego di metodologie di analisi, solitamente e più agevolmente applicate in boschi d’altofusto. La prevalente presenza di ceppaie conferisce al bosco ceduo una valenza sia standardizzante, sia inerziale: da un lato si perde infatti l’apporto della diversità individuale di tipo genetico, dall’altro ogni ceppaia porta con sé (e quindi nei polloni che la costituiscono) una storia biologica che condiziona la capacità auxologica e di adattamento ecosistemico di ogni famiglia di polloni. Il bosco ceduo, nella sua semplicità selvicolturale, quando abbandonato diventa un sistema estremamente complesso e ancora troppo scarsamente conosciuto, la cui evoluzione è fondamentale per comprenderne gli effetti sulla capacità di garantire le diverse funzioni che oggi la società richiede ai boschi.

Citazione: Urbinati C, Renzaglia F, Allegrezza M (2009). Struttura e dinamismi spazio-temporali in cedui di faggio del limite superiore del bosco nell’Appennino centrale . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.7.39