c7.7.35 – Gestione forestale e tutela della Rosalia alpina (Coleoptera, Cerambycidae) nelle faggete in un’area dell’Appennino abruzzese

Potena G (1), Panella M (2), Sammarone L (3), Altea T (4), Romano M (4), Posillico M (4)

(1) CFS, Comando Provinciale di Isernia; (2) CFS, Ispettorato Generale – Ufficio Biodiversità, Roma; (3) CFS, Coordinamento Territoriale per l’Ambiente, Civitella Alfedena (AQ); (4) CFS, UTB Castel di Sangro (AQ)
Collocazione: c7.7.35 – Tipo Comunicazione: Poster
7° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: Mario Romano (utb.casteldisangro@corpoforestale.it)

Abstract: Rosalia alpina, specie prioritaria ai sensi della Direttiva Habitat, è considerata un indicatore di foreste di latifoglie mature e in buono stato di conservazione. L’analisi della presenza di R. alpina fornisce informazioni utili alla definizione di strumenti di tutela e valorizzazione degli habitat presenti nei siti d’importanza comunitaria e, più in generale, per pianificare interventi di gestione ecosostenibile di tali ecosistemi forestali. Ben poco è noto sull’insieme dei fattori ambientali che ne caratterizzano l’habitat o ne influenzano il comportamento, la fisiologia e lo sviluppo e che permettono a R. alpina il reperimento e lo sfruttamento delle risorse e in particolare i substrati utili alla ovideposizione e allo sviluppo della prole. Nell’ambito del progetto Life04/NAT/IT/000190, in un area ampia circa 60 kmq nei comuni di Scanno e Villetta Barrea (AQ), coperta da faggeta per il 50%, è stata indagata la presenza di R. alpina per: 1) acquisire informazioni sullo status attuale delle popolazioni; 2) valutarne la distribuzione nelle aree in cui è stata accertata la presenza delle condizioni di habitat idoneo per l’insetto; 3) fornire indicazioni gestionali per la tutela degli habitat della specie. Da giugno a settembre 2008, in 101 plot quadrati ampi 1 ha, sono stati rilevati con transetti lineari gli individui, i segni di presenza (fori di sfarfallamento e gallerie larvali) e i substrati idonei (piante di faggio deperienti o morte in piedi, stroncate o abbattute e ceppaie, tronchi o rami grossi al suolo). Lo stato di decadimento del legno è stato classificato in base agli standard dell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio. Sono stati rilevati 30 substrati idonei (0,29 substrati idonei/ha) in 20 plot (19,8%) e 20 substrati con segni diretti e indiretti (0,21 substrati/ha) in 13 plot (12,9%). Il 57% dei substrati idonei rilevati sono stati rinvenuti in fustaie articolate (media: 0,50/ha), costituenti il 33% dei boschi campionati, e il 40% (media: 0,28/ha) in fustaie monoplane. Sono stati localizzati 320 segni di presenza di R. alpina: 3 avvistamenti, 21 gallerie larvali (0,7 gallerie/substrato) e 296 fori di sfarfallamento (9,9 fori/substrato) diffusi per oltre il 70% su tutta la superficie visibile del substrato. R. alpina seleziona il legno morto nei primi stadi di decomposizione. Questo tipo di substrato idoneo è piuttosto raro nell’area di studio. Per favorirne la conservazione e la diffusione andrebbe pianificato il rilascio di piante mature e morte con creazione ad hoc di necromassa. Dato che piante idonee forniscono un substrato adatto allo sviluppo delle larve solo per un certo numero di anni, per la conservazione a lungo termine di una popolazione di Rosalia, andrebbe previsto il loro continuo rimpiazzo anche in considerazione della dinamica di decomposizione della necromassa.

Citazione: Potena G , Panella M , Sammarone L , Altea T , Romano M , Posillico M (2009). Gestione forestale e tutela della Rosalia alpina (Coleoptera, Cerambycidae) nelle faggete in un’area dell’Appennino abruzzese . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.7.35