c7.7.20 – Short rotation crops: confronto tra modelli colturali

Bergante S (1), Facciotto G (1), Minotta G (2)

(1) CRA – Unità di Ricerca per le Produzioni Legnose Fuori Foresta, Strada per Frassineto 35, Casale Monferrato (AL) (2) Dip.to AGROSELVITER, Univ. di Torino, Via Leonardo da Vinci 44 Grugliasco (TO)
Collocazione: c7.7.20 – Tipo Comunicazione: Poster
7° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: Gianfranco Minotta (gianfranco.minotta@unito.it)

Abstract: In Italia, le piantagioni di specie arboree a rapida crescita per produzione di biomassa lignocellulosica, chiamate “Short Rotations Crops” (SRC) seguono due diversi modelli di coltivazione: il modello Europeo con densità d’impianto comprese tra 5000 e 10000 p/ha oppure il modello Americano con densità di impianto inferiori, comprese tra 1100 e 1600 p/ha. Sono però ancora scarse le informazioni circa la produttività di questi due modelli colturali in termini comparativi. Pertanto, in questo lavoro sono riportati i dati di sopravvivenza e di produzione rilevati in tre piantagioni sperimentali realizzate in Piemonte per confrontare i due modelli colturali sopra indicati. I tre impianti sono localizzati a Casale Mon.to (AL), Cavallermaggiore (CN), Lombriasco (TO) e sono stati messi a dimora nella primavera 2005. Il disegno sperimentale a Split-plot con tre replicazioni prevede il confronto tra due modelli colturali (Europeo ed Americano) e tre specie: pioppo (Populus × canadensis), salice (Salix matsudana ibrido) e robinia (Robinia pseudoacacia). Il modello Europeo prevede una densità di impianto di 8333 p/ha e turni di ceduazione biennali; il modello Americano prevede una densità d’impianto da 1110 a 1666 p/ha e turni di ceduazione quinquennali. Durante i primi due anni di crescita, corrispondenti ad un turno colturale completo per il modello Europeo, tutte e tre le specie hanno evidenziato una maggiore produzione di biomassa (in termini di t/ha anno di sostanza secca) quando coltivate secondo il modello Europeo. Nei successivi due anni (terzo e quarto anno dall’impianto) la situazione è cambiata: le piante coltivate con il modello Americano hanno prodotto annualmente più biomassa rispetto a quelle coltivate con densità maggiore. Durante il terzo e quarto anno il pioppo ha prodotto la maggior quantità di biomassa a Casale M. (11.3 t/ha anno) e Cavallermaggiore (16.8 t/ha anno), mentre a Lombriasco, dove i due modelli hanno dato risultati molto simili, è stato il salice ad avere la produttività migliore (4.65 t/ha anno contro 4.61 t/ha anno prodotte con modello Europeo). Al termine dei primi quattro anni di crescita, quindi, il modello Americano, nelle località in prova, sembra dare i risultati migliori. È però necessario, proseguire il monitoraggio degli impianti sperimentali per verificare le potenzialità di questi due modelli su un ciclo colturale prolungato.

Citazione: Bergante S , Facciotto G , Minotta G (2009). Short rotation crops: confronto tra modelli colturali . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.7.20