c7.7.19 – Indagine su popolamenti di neoformazione a prevalenza di farnia (Quercus robur L.) in ex-coltivi della Val Rilate (prov. di Asti).

Minotta G*, Degioanni D

Dipartimento AGROSELVITER, Università di Torino, via Leonardo da Vinci 44 I-10095 Grugliasco (TO)
Collocazione: c7.7.19 – Tipo Comunicazione: Poster
7° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: Gianfranco Minotta (gianfranco.minotta@unito.it)

Abstract: Vengono analizzati 13 popolamenti di neoformazione a prevalenza di Farnia in fase di evoluzione su terreni ex-agricoli della val Rilate, territorio ubicato in prossimità della città di Asti. Il periodo di abbandono dell’attività agricola è variabile da 1 fino a circa 50 anni. In ciascuna area è stato delimitato un transect della superficie di 1000 m2 (50 x 20 m). Nelle aree con età di abbandono uguale od inferiore a 12 anni (in totale 6) i rilevi sono stati realizzati in 7-8 parcelle della superficie di 16 m2 ciascuna (4 x 4 m) posizionate lungo l’asse centrale del transect. Nelle aree con età di abbandono superiore a 12 anni (in totale 7) è stato effettuato il cavallettamento totale delle piante presenti e sono stati rilevati i parametri necessari per la rappresentazione grafica del popolamento mediante il software Stand Visualization System. L’insediamento delle specie quercine inizia già nel periodo immediatamente precedente il completo abbandono dell’attività agricola, quando cioè le cure colturali sono in una fase di progressivo rallentamento, prima della loro completa cessazione. Ciò grazie alla disseminazione delle piante adulte presenti allo stato sparso sul territorio. Dopo la completa cessazione delle pratiche colturali la colonizzazione da parte della farnia avviene molto rapidamente. La disseminazione delle ghiande è favorita dall’attività dei piccoli roditori e dell’avifauna. Tra le altre specie che tendono naturalmente ad entrare nei popolamenti, si segnalano il ciliegio selvatico e l’olmo campestre; generalmente queste si mantengono nel piano inferiore rispetto alla farnia conferendo al popolamento una struttura verticale a due strati. La robinia solo raramente riesce ad entrare in questi soprassuoli, mantenendo anch’essa una posizione subordinata rispetto alla farnia. Le provvigioni misurate variano da circa 100 m3 ha-1 all’età di 20 anni a più di 250 m3 ha-1 all’età di 45 anni. I risultati ottenuti manifestano una elevata capacità di rinnovazione ed una spiccata competitività della farnia negli ambienti considerati. Questi popolamenti di neoformazione, che al momento manifestano buoni accrescimenti ed un soddisfacente stato vegetativo, rivestono un certo interesse in relazione anche alle note problematiche sanitarie e colturali che coinvolgono la farnia in vari querceti relitti dell’Italia settentrionale. In relazione a ciò, vengono brevemente discusse le forme di gestione più opportune per salvaguardare questi soprassuoli quercini di recente costituzione.

Citazione: Minotta G, Degioanni D (2009). Indagine su popolamenti di neoformazione a prevalenza di farnia (Quercus robur L.) in ex-coltivi della Val Rilate (prov. di Asti). . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.7.19