c7.7.16 – Il deperimento della farnia nel Parco Lombardo Valle del Ticino: monitoraggio e proposte selvicolturali

Bianchi L (1), Caronni F (2), Castrovinci R (3), Giovannini G (1), Paci M (1)

(1) DISTAF, via S. Bonaventura 13, 50145 Firenze; (2) Parco Lombardo della Valle del Ticino, via Isonzo 1, 20013 Ponte vecchio di Magenta; (3) Libero professionista, via Ariosto 7, 20010 Boffalora (MI)
Collocazione: c7.7.16 – Tipo Comunicazione: Poster
7° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: Marco Paci (marco.paci@unifi.it)

Abstract: I popolamenti a dominanza di farnia del Parco Lombardo della Valle del Ticino sono, nella maggior parte dei casi, relativamente giovani (molti risalgono al periodo post-bellico) e la loro attuale struttura è spesso il risultato di una pregressa (e intensa) attività antropica. Fin dal passato l’attività selvicolturale è stata mirata per lo più al prelievo di legna, da opera e da ardere, ma anche alla fruibilità dei popolamenti per il pascolo e per la caccia. La rinnovazione naturale della farnia (dunque il mantenimento di fisionomie dominate dalla quercia) era assicurata dal controllo della densità dei piani inferiori, mediante la loro periodica utilizzazione (per ricavarne fascina e legna da ardere, e/o per favorirne la percorribilità per i cacciatori) o tramite il passaggio del fuoco. La rinnovazione naturale era spesso integrata (in certi casi sostituita) da semine e/o piantagioni. Negli ultimi anni, nel territorio del Parco come in altre zone della Penisola, si assiste a un progressivo e generalizzato stato di sofferenza (“deperimento”) dei soprassuoli. I fattori responsabili del fenomeno sono molteplici: il loro studio è stato al centro di un progetto (DEPFAR), finanziato dalla D.G. Agricoltura della Regione Lombardia e coordinato dal Parco Lombardo Valle del Ticino, che ha visto coinvolte Università ed Enti di Ricerca. Dal 2008 un gruppo di ricerca del DISTAF dell’Università di Firenze collabora con il Parco Lombardo Valle del Ticino per l’individuazione di tecniche selvicolturali idonee alla conservazione dei boschi a dominanza di farnia, nell’ambito di un progetto di ricerca denominato DEPFAR 2. Il primo anno di ricerca è stato dedicato allo studio delle caratteristiche fisionomiche dei popolamenti, anche in relazione allo stato fitosanitario. Al fine indagare le potenzialità di rinnovazione naturale della farnia, si sono individuati popolamenti in cui i fattori limitanti l’insediamento e l’affermazione del novellame non fossero aggravati da condizioni fitosanitarie precarie o da una eccessiva densità di ungulati selvatici. I due popolamenti su cui è caduta la scelta si trovano a Cassolnovo (PV) e a Motta Visconti (MI), e sono espressivi, rispettivamente, di condizioni mesofile e mesoigrofile. In ciascun popolamento (corrispondente a un blocco sperimentale) sono state delimitate in maniera permanente 4 parcelle. Nelle prime tre aree sono previste indagini sulla rinnovazione naturale: un’area verrà lasciata come testimone (al suo interno sono anche state allestite trappole per il monitoraggio della produzione di ghianda), le altre due saranno sottoposte rispettivamente a taglio a buche e taglio a scelta (assimilabile a un taglio di sementazione a gruppi). La quarta area (di forma circolare) è stata sottoposta, nel febbraio 2009, a taglio raso, cui è seguita la rinnovazione artificiale.

Citazione: Bianchi L , Caronni F , Castrovinci R , Giovannini G , Paci M (2009). Il deperimento della farnia nel Parco Lombardo Valle del Ticino: monitoraggio e proposte selvicolturali . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.7.16