c7.7.15 – Contributo alla stima dell’accumulo di carbonio nei rimboschimenti di pino d’Aleppo

De Filippis D (1), Leronni V (1), Minunno F (2), Notarnicola G (1), Mairota P (1)

(1) Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali Facoltà di Agraria Università degli Studi di Bari via Amendola 165/A 70126 Bari; (2) Instituto Superior de Agronomia, Lisbon (Portugal)
Collocazione: c7.7.15 – Tipo Comunicazione: Poster
7° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: Paola Mairota (p.mairota@agr.uniba.it)

Abstract: Lo studio è finalizzato ad ottenere indicazioni preliminari circa le potenzialità di accumulo di carbonio dei rimboschimenti di Pino d’Aleppo e a una valutazione delle differenze nella capacità di accumulo tra popolamenti a diverso grado di densità, alcuni dei quali interessati da processi di rinaturalizzazione. Lo studio è stato condotto in rimboschimenti del versante molisano del Lago di Occhito. Sono state sono state individuate due zone caratterizzate da popolamenti con evidente diversità di densità e in ciascuna di esse sono state istituite due aree di saggio. Oltre alla caratterizzazione strutturale e compositiva degli strati della vegetazione (arboreo, arbustivo, novellame), che ha permesso di ascriverli a due distinte classi di fertilità è stato testato un protocollo di rilievo finalizzato alla stima dello stock di carbonio nei comparti-serbatoio (pool) della biomassa epigea (biomassa vivente e necromassa della componente arborea), della biomassa (epigea e ipogea) del novellame, della lettiera e orizzonte organico, della biomassa ipogea (radici < 1cm) e del suolo. Benché del tutto indicativi, perché basati su una numerosità campionaria estremamente ridotta, i risultati ottenuti sembrano segnalare migliori prospettive di accumulo del sistema a minore densità rispetto a quello caratterizzato da una forte competizione per il biospazio. Relativamente alla sola componente della biomassa arborea epigea il sistema a minore densità sembrerebbe caratterizzato da maggiore investimento nel fusto, e quindi in tessuti a carattere di permanenza, nonché da un sensibilmente minore available fuel canopy, e pertanto caratterizzato da un minore rischio di perdita dello stock e delle capacità di continuare ad accumulare carbonio nell’evento di un incendio di chioma. Quindi si sottolinea ancora una volta il ruolo dei boschi e piantagioni forestali già esistenti per il rispetto degli impegni internazionali di protezione ambientale e la grande importanza che assume la gestione forestale, secondo il dettato dell’art. 4 del Protocollo di Kyoto, che nel caso specifico vada nella direzione di favorire i processi di naturalizzazione in atto. Trattandosi inoltre, nel caso in esame, di rimboschimenti ricadenti in aree importanti dal punto di vista della conservazione della natura, una simile finalità gestionale assume anche un’altra forte valenza.

Citazione: De Filippis D , Leronni V , Minunno F , Notarnicola G , Mairota P (2009). Contributo alla stima dell’accumulo di carbonio nei rimboschimenti di pino d’Aleppo . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.7.15