c7.6.12 – Limitazioni termiche al limite superiore del bosco nelle dolomiti: risposte fisiologiche di individui di abete rosso sottoposti a riscaldamento artificiale

Petit G*, Carraro V, Menardi R, Fontanella F, Anfodillo T

Dipartimento TeSAF, Università degli Studi di Padova
Collocazione: c7.6.12 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 6: “Ecosistemi forestali e fattori ambientali” *

Contatto: Giai Petit (giai.petit@unipd.it)

Abstract: I sistemi forestali di limite superiore del bosco nelle Alpi sono caratterizzati da una fascia ecotonale compresa tra la foresta subalpina e le praterie d’alta quota, in cui il numero e le dimensioni degli individui arborei seguono un gradiente altitudinale decrescente. È stato ipotizzato che i ridotti tassi di crescita siano determinati dall’azione inibitoria delle basse temperature sull’attività cambiale e sulla capacità di fissazione del carbonio. Recenti osservazioni sembrerebbero suggerire delle limitazioni di natura idraulica all’ulteriore crescita in altezza, conseguenti ad una ridotta efficienza del sistema di conduzione xilematico. Inoltre, gli individui di limite del bosco tendono ad avere elementi di conduzione apicali più piccoli ed un grado di rastremazione dei condotti xilematici (aumento del diametro dei lumi in direzione basale) inferiore rispetto a quelli di foresta subalpina. Poiché la resistenza idraulica è inversamente proporzionale alla quarta potenza del diametro dei lumi, mentre i condotti apicali rappresentano il vincolo di minore entità al trasporto idrico, il grado di rastremazione rappresenta la capacità compensativa del sistema per ridurre l’effetto della lunghezza del percorso radici-foglie sulla resistenza idraulica totale (maggiore è la rastremazione, minore è l’aumento della resistenza con la lunghezza del percorso). Il getto apicale di 5 individui di Picea abies presso una stazione di limite superiore del bosco nelle Dolomiti (Monte Rite, BL) e di altri 5 presso un sistema di foresta subalpina (S. Vito di C., BL), è stato inserito in un cilindro di policarbonato, la cui temperatura interna è stata mantenuta a +5°C rispetto a quella ambiente per tutto l’arco del periodo vegetativo del 2006 e del 2007. In ciascuna stazione, sono stati selezionati come controllo ulteriori 5 individui. Sono state analizzate la dinamica fenologica del getto apicale corrente e le dimensioni degli elementi di conduzione lungo il profilo longitudinale dell’ultimo anello/anno di riscaldamento (2007) e dell’ultimo anello/anno senza riscaldamento (2005), come confronto. È risultato che, nelle piante di limite del bosco, il riscaldamento artificiale ha accelerato lo sviluppo del getto apicale, mentre a livello anatomico ha promosso la formazione di elementi di conduzione più grandi rispetto alle piante controllo. Nella stazione di foresta subalpina, invece, non si sono delineate differenze evidenti tra piante riscaldate e controllo. In conclusione, poiché il riscaldamento artificiale ha promosso una sensibile riduzione dei vincoli idraulici nelle piante di limite del bosco tale da consentire un aumento significativo dello sviluppo in altezza, sembra supportata l’ipotesi che nelle piante di alta quota lo sviluppo in altezza sia inibito da vincoli di natura idraulica imposti dal regime termico di tale ambiente.

Citazione: Petit G, Carraro V, Menardi R, Fontanella F, Anfodillo T (2009). Limitazioni termiche al limite superiore del bosco nelle dolomiti: risposte fisiologiche di individui di abete rosso sottoposti a riscaldamento artificiale . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.6.12