c7.6.1 – Variabilità genetica in abete bianco e definizione di regioni di provenienza

Belletti P* (1), Ferrazzini D (1), Camerano P (2)

(1) DIVAPRA Genetica Agraria, Università di Torino; (2) IPLA S.p.A., c.so Casale 476, I-10132 Torino
Collocazione: c7.6.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 6: “Ecosistemi forestali e fattori ambientali” *

Contatto: Piero Belletti (piero.belletti@unito.it)

Abstract: Gli ecosistemi forestali sono soggetti a numerosi fattori di stress, la maggior parte dei quali dovuti all’attività antropica: inquinamento, modificazioni climatiche, frammentazione, ecc. Per superare tali minacce e sopravvivere nel tempo, è indispensabile un elevato potenziale di adattamento, il quale è a sua volta strettamente legato alla variabilità genetica intraspecifica. La conservazione delle risorse genetiche forestali deve pertanto basarsi sulla conoscenza dell’entità e della distribuzione della variabilità. L’analisi di marcatori morfologici e fenologici, che spesso coinvolgono caratteri di tipo adattativo, è ostacolata dalla necessità di allestire prove comparative multisito, di durata poliennale. I marcatori molecolari, al contrario, sono in grado di fornire indicazioni sulla struttura genetica delle popolazioni e sulla distribuzione della variabilità genetica in tempi ristretti. Scopi dello studio sono stati la valutazione di marcatori molecolari neutri (SSR o microsatelliti) come strumento per l’analisi della variabilità genetica nell’ambito dell’areale italiano di diffusione dell’abete bianco (Abies alba) e il raggruppamento dei popolamenti stessi sulla base della loro similitudine genetica e dell’omogeneità ecologica delle località di crescita. Il campionamento è stato effettuato in 45 popolamenti naturali, rappresentativi delle diverse località in cui la specie si trova allo stato spontaneo nel nostro Paese. Previa estrazione del DNA da foglie appartenenti ad almeno 24 individui per popolamento, è stata analizzata la variabilità genetica presente a livello di 9 loci microsatellite. La variabilità genetica è stata stimata sia all’interno che tra popolamenti diversi, mentre lo studio della differenziazione genetica ha permesso di raggruppare i popolamenti sulla base delle loro caratteristiche genetiche. In linea generale, sono stati evidenziati elevati livelli di polimorfismo, dal momento che sono stati osservati mediamente più di 10 alleli per locus e che l’eterozigosi attesa ha raggiunto un valore di circa 0,700. Questa è risultata significativamente maggiore di quella osservata, determinando la comparsa di indici di fissazione significativamente positivi. Tale fatto può essere spiegato con la presenza di alleli nulli, sebbene anche la possibilità di fenomeni di inbreeding debba essere considerata, nonostante il comportamento prevalentemente allogamo dell’abete bianco. L’analisi delle caratteristiche pedologiche, climatiche e vegetazionali del territorio ha quindi consentito di definire regioni omogenee dal punto di vista ecologico. La sovrapposizione dei dati genetici con quelli ecologici ha infine permesso di identificare Regioni di Provenienza, le quali dovrebbero costituire il fondamento della filiera vivaistica della specie.

Citazione: Belletti P , Ferrazzini D , Camerano P (2009). Variabilità genetica in abete bianco e definizione di regioni di provenienza . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.6.1