c7.5.12 – Effetti della brucatura di daini e caprioli in un bosco ceduo nel Parco Regionale della Maremma a 22 anni dall’utilizzazione

Giovannini G*

Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali, Università di Firenze
Collocazione: c7.5.12 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Risposte ai disturbi ambientali” *

Contatto: Gianluca Giovannini (gianluca.giovannini@unifi.it)

Abstract: La valutazione dell’impatto degli ungulati sul bosco è un argomento che negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore importanza. I metodi di rilevamento dell’impatto variano in relazione a numerosi elementi: il tipo di bosco, le specie animali, le caratteristiche dell’ambiente ma anche alle finalità del lavoro(scientifiche o propedeutiche alla richiesta di risarcimenti). Numerosi studi hanno interessato boschi cedui, in particolare nei primi anni successivi al taglio quando gli effetti si manifestano in maniera più eclatante. Nei cedui l’impatto degli ungulati è particolarmente forte e la sua valutazione difficile, dal momento che l’impatto maggiore (la brucatura) avviene nelle prime fasi di sviluppo dei polloni e continua per alcuni anni, per cui è difficile prevederne gli effetti nel lungo periodo. Il presente studio si propone di dare un contributo valutando gli effetti della brucatura alla fine di un turno del ceduo caratterizzato da un periodo iniziale di forte brucatura, seguito da una progressiva diminuzione della stessa con l’evolversi della struttura del bosco. Il lavoro è stato condotto in due aree di saggio permanenti ubicate nel Parco Regionale della Maremma, in un tratto di macchia mediterranea a prevalenza di leccio utilizzata durante l’inverno 1986-87. Le aree furono delimitate prima del taglio; una di esse fu recintata (e successivamente usata come controllo). In ciascuna area, per ogni ceppaia furono rilevati i principali parametri dendrometrici, oltre alla specie e alla posizione topografica per consentirne la marcatura e la successiva individuazione e permettere il confronto tra la situazione pre- e post- utilizzazione. I primi risultati, relativi alle prime stagioni vegetative, sono già stati oggetto di pubblicazione (Giovannini, 1991; Giovannini e Motta, 2000). I rilievi riportati nel presente lavoro sono stati condotti nell’inverno 2008-09 (età dei polloni di 22 anni), nelle stesse aree (non più utilizzate) e sulle stesse ceppaie, individuate grazie alla marcatura permanente. Di ciascuna ceppaia si conosce, quindi l’intensità di brucatura e l’evoluzione dei polloni fin dalla prima stagione vegetativa. I risultati evidenziano la differenza di mortalità riscontrata nelle due aree, evidenziando l’effetto forte della selettività di brucatura già evidente nei precedenti lavori, quando gli effetti si limitavano a pur forti differenze di accrescimento. Il lavoro evidenzia inoltre le differenze dei diversi parametri (diametro medio, numero di polloni, altezza) osservate nelle due aree in relazione alla brucatura registrata per ciascuna ceppaia durante i primi anni e permette di esaminare, inoltre, se il rilascio sul terreno della ramaglia ha protratto i suoi effetti positivi nel tempo. Infine sarà possibile valutare quanto le previsioni fatte nei primi anni successivi al taglio si siano rivelate esatte.

Citazione: Giovannini G (2009). Effetti della brucatura di daini e caprioli in un bosco ceduo nel Parco Regionale della Maremma a 22 anni dall’utilizzazione . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.5.12