c7.4.9 – Gestione delle pinete di laricio e salvaguardia del paesaggio forestale

Ciancio O (1), Iovino F (2), Menguzzato N (3), Nicolaci A* (2), Scuderi A (3)

(1) AISF Piazza Edison, 11 – 50133 Firenze; (2) Dipartimento Difesa del Suolo, UNICAL, 87036 Arcavacata di Rende (Cosenza); (3) Dipartimento GESAF, Università Mediterranea, Località Feo di Vito, 89100 Reggio Calabria
Collocazione: c7.4.9 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Gestione sostenibile del paesaggio forestale” *

Contatto: Antonino Nicolaci (nicolaci@dds.unical.it)

Abstract: Il paesaggio forestale è il frutto della millenaria interazione fra ambiente e attività antropica. Gli ecosistemi forestali sono stati semplificati nella composizione, struttura e funzionalità dall’intensa utilizzazione che ha interessato in tempi più o meno remoti tutta la penisola italiana. Le pinete di laricio, espressioni di situazioni di degrado del suolo e di applicazione di forme di trattamento che hanno favorito la loro perpetuazione, ne rappresentano un esempio. Tuttavia esse costituiscono l’elemento peculiare del paesaggio forestale di ampi territori nell’area di indigenato della specie. In Italia l’area di diffusione naturale del pino laricio si estende dalla Sicilia alla Calabria. In Sicilia è circoscritta ad alcuni ambiti dell’Etna, disformemente distribuiti sul vulcano. In Calabria è presente sui versanti meridionali dell’Aspromonte e soprattutto sul massiccio della Sila dove costituisce l’elemento peculiare del paesaggio forestale. La struttura attuale delle pinete di laricio è la risultante della loro storia colturale e gestionale (vicissitudini storiche, tipo di proprietà, condizioni economiche che nel tempo hanno interessato il territorio) che, negli ultimi trenta anni, può essere ricondotta sostanzialmente a tre diverse modalità di intervento, spesso legate al tipo di proprietà: eliminazione di singole piante; taglio raso a strisce o a buche; taglio a scelta a piccoli gruppi. Queste differenti modalità colturali hanno determinato la presenza su ampie superfici di popolamenti con caratteristiche strutturali differenti, che incidono sulla fisionomia del paesaggio forestale. Pinete pure a struttura disetanea e a struttura coetanea si alternano a pinete con una gradazione di densità e una dinamica evolutiva che ha originato popolamenti con novellame diffuso e abbondante di faggio e di altre latifoglie, oppure, nelle fasi più avanzate, giovani faggete sovrastate da piante adulte di pino. Partendo da questo quadro di riferimento e da una puntuale analisi, anche su base storica, della distribuzione delle pinete e delle relative modalità di gestione, nel presente lavoro si evidenzia come modelli selvicolturali tradizionali, studiati e formalizzati a livello scientifico (tagli a scelta per piccoli gruppi), rispondano ai principi della GFS e garantiscono la salvaguardia del paesaggio delle pinete di laricio.

Citazione: Ciancio O , Iovino F , Menguzzato N , Nicolaci A , Scuderi A (2009). Gestione delle pinete di laricio e salvaguardia del paesaggio forestale . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.4.9