c7.4.8 – Effetti del diradamento in parcelle sperimentali di pino nero in Casentino (AR): risultati a otto anni dall’intervento

Bianchi L (1), Paci M* (1), Bresciani A (2)

(1) DISTAF, Università degli Studi di Firenze, via S. Bonaventura 13, 50145 Firenze; (2) Comunità Montana del Casentino (AR), Servizio Foreste, via Roma 203, 52013 Ponte a Poppi – AR
Collocazione: c7.4.8 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Gestione sostenibile del paesaggio forestale” *

Contatto: Marco Paci (marco.paci@unifi.it)

Abstract: EFFETTI DEL DIRADAMENTO IN PARCELLE SPERIMENTALI DI PINO NERO IN CASENTINO (AR): RISULTATI A OTTO ANNI DALL’INTERVENTO Il lavoro riporta e commenta i risultati derivanti da otto anni di osservazioni in parcelle sperimentali, ricavate in un impianto di 40 anni di Pinus nigra sp. all’interno del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna (Ar-Fc), sottoposte a due diverse intensità di diradamento di tipo misto (dal basso, integrato con interventi di selezione positiva). Il piano sperimentale prevede 6 parcelle quadrate di 900 m2 separate da corridoi di 10 m, per una superficie complessiva di 9600 m2: in ogni parcella si è proceduto a confrontare un diradamento forte (A: circa 30% di area basimetrica asportata), un diradamento più debole (B: 15% di area basimetrica asportata) e un testimone (C: non diradato). Il confronto, eseguito tramite test statistici, ha riguardato parametri dendro-auxometrici (numero, diametro medio e incremento corrente delle piante, distinti per posizione sociale) e aspetti legati alla copertura, quali LAI e irradianza relativa nel campo della PAR (I. R.). Il risultato di maggiore evidenza è che nella tesi A si sono registrati incrementi diametrici medi significativamente superiori sia a quelli della tesi B sia a quelli della tesi C. Tale fenomeno è dovuto soprattutto alla maggior efficacia del diradamento più intenso nel promuovere l’incremento diametrico delle piante che occupavano una posizione sociale codominante al momento dell’intervento. Al contrario, l’incremento in altezza delle piante è risultato significativamente inferiore nella parcelle della tesi A: ciò ha determinato un significativa diminuzione del “rapporto di snellezza” (rapporto fra altezza e diametro a petto d’uomo delle piante) proprio nelle parcelle della tesi A, mentre una crescita di tale parametro si è registrata nelle altre due tesi. Per quanto riguarda l’effetto sulla copertura, subito dopo l’intervento si è registrata una significativa differenza fra tutti e tre i trattamenti per quanto riguarda i valori di I.R. (valori crescenti con l’aumentare dell’intensità del diradamento). Ad oggi tali differenze si sono mantenute fra le tesi A e B, da una parte, e la C dall’altra: fra le tesi A e B, i valori di I.R. non risultano significativamente diversi. I risultati dimostrano la grande capacità della specie Pinus nigra di espandere la chioma e richiudere gli spazi originati a seguito del taglio intercalare, anche di forte intensità.

Citazione: Bianchi L , Paci M , Bresciani A (2009). Effetti del diradamento in parcelle sperimentali di pino nero in Casentino (AR): risultati a otto anni dall’intervento . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.4.8