c7.4.7 – Il monitoraggio delle produzione di faggiola: una risorsa trofica critica per l’orso bruno (Ursus arctos)

Potena G (3), Di Marzio M (2), Panella M (4), Sammarone L (5), Altea T (1), Posillico M* (1), Romano M (1), Consalvo M (1)

(1) CFS, UTB Castel di Sangro (AQ); (2) Regione Abruzzo, Pescara; (3) CFS, Comando Provinciale di Isernia; (4) CFS, Ufficio Biodiversità – Roma; (5) CFS, Coordinamento Territoriale per l’Ambiente – Civitella Alfedena (AQ)
Collocazione: c7.4.7 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Gestione sostenibile del paesaggio forestale” *

Contatto: Mario Posillico (mipafc02@forestalisangro.191.it)

Abstract: Faggiola e ghiande sono una componente trofica significativa nella dieta dell’orso bruno, e per le loro caratteristiche nutrizionali sono ritenute critiche per la loro influenza su riproduzione e sopravvivenza. La popolazione appenninica di orso bruno è isolata e di piccole dimensioni e il monitoraggio delle risorse trofiche autunnali e dei fattori che ne influenzano disponibilità e abbondanza sono rilevanti dal punto di vista della conservazione dell’orso bruno. La produzione di ghianda e faggiola viene monitorata in un’area di circa 2.200 kmq, all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo e della Zona di Protezione Esterna per: 1) quantificare la biomassa prodotta e le sue variazioni; 2) valutare le relazioni tra biomassa e struttura forestale; 3) confrontare diversi metodi di stima della produzione. Nel 2007 sono stati monitorati 209 siti (superficie 572 mq) prevalentemente (81%) coincidenti con punti dell’inventario nazionale delle foreste. La produzione di semi è stata stimata con trappole (17/plot), attraverso la raccolta della lettiera in 17 sub-plot/area, e tramite 3 metodi di stima visuale (i.e. n. di alberi con semi/n. totale alberi/plot; classi di abbondanza; indice di Koenig). La biomassa media di faggiole è risultata pari a 246,2 kg/ha (0-1991,7 kg/ha). Il 32% dei faggi risultavano aver prodotto frutti (media= 3,76/plot; DS: 3,72). L’indice di Koenig/plot oscillava da 0 a 844/plot (media= 116,7; DS: 177,4). Gli indici di produzione sono risultati significativamente correlati con la biomassa stimata. La produzione di faggiola non è risultata significativamente correlata al tipo di governo (chi-quadro= 10,9; p= 0,09) né allo stadio di sviluppo (chi-quadro= 9,8; p>0,1). La biomassa di faggiola non è risultata correlata alla densità delle piante mentre è risultata direttamente correlata all’area basimetrica (rs= 0,21, p= 0,015) e all’area di insidenza (rs= 0,28, p= 0,001). I faggi con diametro > 55 cm risultano produrre una maggior quantità di biomassa di faggiola/pianta, ma il 76% della biomassa di faggiola prodotta è prodotta da piante con diametri minori (15-45 cm), che però rappresentano il 65% delle piante nell’area di studio. Questi risultati, sebbene basati su un solo anno di pasciona, mostrano come il rilascio e la presenza di piante caratterizzate contemporaneamente da diametri grandi e chiome ben sviluppate sia essenziale per garantire agli orsi una fonte trofica prevedibile, abbondante e caratterizzata da una elevata concentrazione di nutrienti ed energia, influendo quindi positivamente sulla sua conservazione.

Citazione: Potena G , Di Marzio M , Panella M , Sammarone L , Altea T , Posillico M , Romano M , Consalvo M (2009). Il monitoraggio delle produzione di faggiola: una risorsa trofica critica per l’orso bruno (Ursus arctos) . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.4.7