c7.4.12 – Dinamiche evolutive del paesaggio nel Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli fra XIX e XX secolo

Marinai V* (1), Agnoletti M (2)

(1) DAF, Università degli Studi della Tuscia; (2) DISTAF, Università degli Studi di Firenze; (3) Gruppo di lavoro SISEF: Storia ed archeologia del paesaggio forestale
Collocazione: c7.4.12 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Gestione sostenibile del paesaggio forestale” *

Contatto: Valentina Marinai (vmarinai@gmail.com)

Abstract: Il presente contributo è parte di un’indagine più ampia volta a costruire un sistema di monitoraggio del paesaggio toscano su base multitemporale. La ricerca ha considerato l’evoluzione del paesaggio del Parco di Migliarino San Rossore, per valutare il ruolo del Parco e i rapporti fra conservazione del paesaggio e il sistema delle aree protette. Il lavoro in questione ha esaminato le dinamiche del paesaggio in un’area di studio di 1345 ettari posta nella macchia di Migliarino all’interno del Parco. L’area, caratterizzata da un vasto soprassuolo boschivo, è in gran parte inclusa all’interno di una proprietà privata dominata da pinete di Pino domestico sottoposte a regolari trattamenti selvicolturali i cui orientamenti gestionali sono talvolta in contrasto con le necessità della conservazione di alcune specie tipiche dei boschi mesoigrofili considerati rappresentativi della vegetazione naturale della zona. L’analisi multitemporale ha preso in considerazione tre date: il 1848, il 1981 e il 2000. Sono state definite le caratteristiche del mosaico paesistico nei tre periodi considerati e individuate le emergenze storico-ambientali in relazione alle trasformazioni del mosaico paesaggistico. Dal confronto diacronico è emerso come l’aspetto determinante nella genesi del mosaico paesaggistico sia stato il fattore antropico e la dinamica più evidente è stata l’espansione dei rimboschimenti di pini realizzati nell’Ottocento con finalità produttive. In un primo momento, infatti, si è avuta l’espansione degli impianti di pino con un assetto colturale orientato principalmente alla produzione di pinoli. Dopo il 1960, non costituendo più un flusso di reddito vantaggioso, si sono verificati cambiamenti nella gestione forestale della tenuta e le pinete si sono evolute verso popolamenti misti. La gestione del paesaggio dovrebbe quindi cercare di bilanciare queste due tendenze divergenti: il mantenimento delle pinete e la ricostituzione di ambienti seminaturali. Inoltre, come evidenziato dagli indici di ecologia del paesaggio, all’uniformarsi del paesaggio forestale e alla perdita di diversità legata alla riduzione dei tipi di usi del suolo, corrisponde la specializzazione delle colture agrarie e la scomparsa di vaste aree a pascolo. Tutto ciò ha portato ad un sistema paesistico semplificato e quindi, tenendo presente le indicazioni della legislazione regionale, sarebbe opportuno prevedere il ripristino di spazi aperti legati al pascolo e il riequilibrio della diversità complessiva del paesaggio. In base ai risultati delle indagini svolte è stata evidenziata la necessità di avviare un monitoraggio periodico delle trasformazioni del paesaggio e la messa a punto di linee di indirizzo gestionale specifiche per la conservazione e valorizzazione del paesaggio nel sistema delle aree protette.

Citazione: Marinai V , Agnoletti M (2009). Dinamiche evolutive del paesaggio nel Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli fra XIX e XX secolo . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.4.12