c7.3.5 – Il “Bosco di Baldo”: taglio a scelta colturale in una faggeta dell’Appennino Tosco-Emiliano

Bottalico F* (1), Brundu P (1), Ciancio O (2), Nocentini S (1), Puletti N (1), Travaglini D (1)

(1) Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali, Università degli Studi di Firenze; (2) Accademia Italiana di Scienze Forestali, Firenze.
Collocazione: c7.3.5 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Selvicoltura in trasformazione” *

Contatto: Susanna Nocentini (susanna.nocentini@unifi.it)

Abstract: Secondo l’INFC 2005 in Toscana sono presenti 72260 ha di faggete, di cui 41910 ha di proprietà privata e 30350 ha di proprietà pubblica. In genere le fustaie prevalgono nei boschi di proprietà pubblica e derivano perlopiù da interventi di conversione a fustaia. Il trattamento generalmente prescritto dai piani di assestamento per queste faggete è quello dei tagli successivi uniformi. Questi interventi non sempre sono stati portati a termine, per cui oggi ci troviamo di fronte a soprassuoli con strutture estremamente variabili che spesso non corrispondono a tipi codificati in letteratura e perciò difficili da gestire secondo i canoni della selvicoltura classica. Le faggete di proprietà privata, tradizionalmente gestite come cedui a sterzo, hanno subito nel tempo un progressivo abbandono. In questo contributo viene presentato come caso di studio una faggeta di circa 10 ha gestita sin dal 1800 da una famiglia di Pian di Novello (PT) con criteri tramandati di padre in figlio. Nel “Bosco di Baldo” è stato applicato un trattamento basato sul taglio a scelta colturale realizzato per pedali. In questo modo viene favorita sia una rinnovazione gamica continua sia lo sviluppo dei giovani soggetti, ottenendo una bosco disetaneo strutturalmente composito. Il taglio a scelta non è basato sul diametro di recidibilità indicato dal Regolamento della Regione Toscana, ma su criteri esclusivamente colturali. Questa modalità di intervento garantisce da sempre una rendita finanziaria in quanto gli assortimenti ritraibili si inseriscono in un mercato legato alle tradizioni locali. Per caratterizzare questo particolare soprassuolo e rappresentarne le risposte al trattamento sono state predisposte quattro aree di studio permanenti localizzate in base all’anno e all’intensità di intervento praticate dal gestore. Il “Bosco di Baldo” esprime in modo esemplare la possibilità della connessione tra la perpetuazione dell’ecosistema e la sostenibilità finanziaria per il proprietario. Il “Bosco di Baldo” dimostra come con la saggezza e l’esperienza il forestale sia capace di “leggere il bosco e scrivere il trattamento”, applicando di fatto intuitivamente i criteri della selvicoltura sistemica.

Citazione: Bottalico F , Brundu P , Ciancio O , Nocentini S , Puletti N , Travaglini D (2009). Il “Bosco di Baldo”: taglio a scelta colturale in una faggeta dell’Appennino Tosco-Emiliano . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.3.5